“Io ho due nipoti e vorrei lasciare loro un mondo migliore e credo che non abbandonare in giro rifiuti sia importantissimo: secondo me, il riciclo dovrebbe essere proprio la base”. Emilio Maifredi, in arte “Zangurru”, è di Bergamo ed è un artigiano – artista che crea sculture con materiale di riciclo. Lo fa da circa 25 anni perché ci crede fermamente ed è per questo che insegna quest’arte anche ai più giovani, spiegando loro il senso profondo che sta dietro al suo lavoro.

Noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare i suoi progetti. Per scoprire di più, non vi resta che leggere la nostra intervista!

1. Quale è la sua professione?

Io lavoro part time come operaio in una ditta metalmeccanica e il resto del tempo faccio l’artista utilizzando materiale di riciclo.

Poi abbiamo anche un laboratorio di falegnameria sia a Valtesse sia all’oratorio del quartiere di Monterosso, dove insegniamo anche le basi ai ragazzi e al termine ognuno spiega perché ha deciso di costruire un oggetto in quel determinato modo.

2. Dove reperisce il materiale per le sue sculture?

Alcuni titolari di ditte che conosco mi danno la pittura che scartano e io la riciclo. Principalmente, le mie sculture sono realizzate con legno e ferro. Il ferro lo raccolgo quando faccio i miei giri in Val Brembana, dove viene ancora buttato nei bidoncini esterni, mentre il legno lo recupero dagli scarti delle ditte che conosco. Posso dire che le mie opere nascono al 98% da materiale recuperato.

3. Che opere realizza?

Io faccio sculture soprattutto per la casa. Più in generale, in base al materiale che riesco a reperire, metto in moto la mia creatività.

Solo per fare alcuni esempi: con una ruota a disco di una lavatrice ho costruito un modellino di una giostra a catene, da una vecchia pialla ho creato un veliero, mentre proprio in questo periodo ho realizzato dei fiori con i tappi delle marmellate, facendo il gambo con le molle di vecchi materassi che ho recuperato in un rifugio, le foglie con i tappi delle bottiglie di vetro e poi ho fatto un basamento in legno e li ho pitturati.

Poi, con lampade degli anni ’80, recuperate in alcune ditte, ho costruito un tavolino. Inoltre, i quadri che la gente non vuole più li ripitturo tutti di bianco con la cementite e poi li ridipingo da capo. Ho anche realizzato oggetti con vecchi strumenti musicali: ad esempio, con un flicorno ho creato una lampada.

Ci tengo molto anche alle tematiche sociali e ho realizzato una scultura per informare sui rischi dell’abuso di alcol.

4. Come mai è così legato al tema del riciclo? Come mai è così importante per lei?

Io sono nonno, ho due nipoti e vorrei lasciare loro un mondo migliore: ci credo davvero molto e non abbandonare rifiuti è importantissimo.

Penso che il riciclo dovrebbe essere la base e, a volte, mi sembra che purtroppo sia ancora sottovalutato: me ne accorgo quando giro la provincia per vendere le mie sculture nei mercatini, dove, nonostante tenga i prezzi bassi, mi sembra ci sia ancora poco interesse a questa tematica da parte della maggior parte delle persone.

5. Lei fa anche laboratori per i ragazzi?

Sì, anche per creare una cultura contro lo spreco: l’ultima cosa che ho organizzato è una mostra a Bergamo coinvolgendo anche le scuole e i giovani erano davvero interessati. Se stai dietro ai ragazzi e spieghi loro il significato di questo lavoro sono davvero più avanti di noi.

6. I giovani, quindi, capiscono l’importanza del riciclo?

A loro interessa ma bisogna fare capire l’importanza del riciclo in maniera pratica e con la creatività si riesce meglio. Alcuni di loro li ho anche coinvolti nel reperimento del materiale e così sono riusciti a capire meglio quanti rifiuti vengono abbandonati e quanto sia importante evitare lo spreco.

Per ammirare le creazioni di “Zangurru” e avere ulteriori informazioni potete visitare il suo sito web: www.emiliozangurru.art  o le sue pagine social ‘Emilio Zangurru’

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