Vorreste muovervi in bicicletta ma non avete abbastanza stimoli per farlo concretamente? Nessuna paura perché negli ultimi anni molti Comuni hanno deciso di aderire ad un’iniziativa chiamata “Bike to work” che prevede incentivi economici (solitamente 20-25 centesimi per chilometro percorso in bici) per chi sceglie la bicicletta come mezzo per andare al lavoro. Un progetto che in realtà è più ampio e, mettendo al centro la sostenibilità, ha anche l’obiettivo di rendere più sicure le strade e incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Scopriamolo insieme!

Come funziona l’iniziativa?

Anche se sono concesse varianti, in generale il meccanismo di questo progetto è simile in ogni Comune che decide di aderirvi: in pratica, il dipendente che sceglie la bici come mezzo per gli spostamenti casa-lavoro ha un rimborso chilometrico che può arrivare anche fino a 50 euro in più sulla busta paga mensile. Un incentivo che, tra l’altro, si aggiunge al risparmio che avrete non utilizzando la vostra auto, visto che non sarete costretti a pagare il carburante per andare al lavoro.

Un progetto più ampio: l’esempio di Trento

Ma, come abbiamo anticipato, in realtà si tratta di un progetto più ampio. Lo si comprende bene analizzando l’esempio del Comune di Trento: in questo caso specifico, infatti, l’amministrazione comunale concede un’indennità in busta paga e il 30% di sconto sull’abbonamento ai mezzi pubblici ai dipendenti che scelgono la bici come mezzo green per gli spostamenti casa-lavoro. Incentivi che sono previsti anche per i lavoratori delle aziende private che aderiscono all’iniziativa (ben 32 nel caso di Trento).

Ma c’è di più: il “Bike to work” trentino fa parte di un progetto che si chiama “Piano degli spostamenti casa – lavoro previsti per il 2024”, il quale ha l’obiettivo di rendere più sicure le strade per le bici e i monopattini, oltre ad incrementare l’uso dei mezzi pubblici. Un piano ad ampio raggio che predispone 13 azioni, tra le quali l’ampliamento delle ciclovie urbane, la promozione del carpooling (uso condiviso di automobili), il miglioramento del trasporto pubblico locale e momenti di informazione sulla mobilità sostenibile.

I numeri

E c’è anche da dire che l’iniziativa ha riscosso successo, visto che hanno aderito 798 dipendenti comunali (più del 70%) e 32 aziende private per un totale di più di 9 mila lavoratori, oltre a 15.761 studenti dell’Università di Trento (che è partner del progetto).

Se guardiamo ai numeri e se pensiamo che negli ultimi anni hanno aderito a questa virtuosa iniziativa molti Comuni italiani (per esempio, Cuneo, Piacenza, Reggio Emilia, Bologna, Bergamo, Padova, Caserta e Bari, ma non solo) possiamo ben capire quanto sia importante per ridurre le emissioni di Co2 nell’ambiente ma anche per rendere la vita dei lavoratori meno stressante e più salutare!

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