Nelle città italiane si sprecano più di 200 ore all’anno imbottigliati nel traffico. La soluzione potrebbero essere i piccoli mezzi elettrici, ma serve una normativa stradale chiara e condivisa.

Le grandi città italiane fra le più trafficate del mondo

Secondo il rapporto Global Traffic Scorecard di INRIX (2018), le città italiane sono fra quelle in cui si spendono più ore imbottigliati nel traffico, con una velocità media nelle ore di punta di appena 8 mph (12 km/h). Roma è addirittura la 2° città al mondo, con 254 ore passate nel traffico per cittadino. Milano è al 7° posto, con 226 ore. Nella black-list anche altre importanti città italiane come Firenze, Napoli e Torino.

Un problema che, come dimostrano i trend di mercato, ha spinto gli abitanti dei centri urbani verso soluzioni di trasporto più efficienti, come l’acquisto di mezzi sostitutivi (in particolare di monopattini elettrici). Più veloci dei mezzi pubblici di superficie che devono adeguarsi alla viabilità stradale, e più sostenibili sia a livello ambientale sia economico.

Smog, pochi giorni di limitazioni e buon clima sufficienti per rientrare nei limiti

Nel frattempo, grazie anche al clima più favorevole al ricircolo dell’aria, dal 21 gennaio a Milano sono stati revocati i divieti e le limitazioni anti-smog di 1° e di 2° livello nei comuni con più di 30.000 abitanti (escluse Monza e Brianza) e in quelli aderenti su base volontaria nelle province di Cremona, Pavia, Lodi e Mantova (fonte: Regione Lombardia).

Anche a Roma il livello di polveri sottili è tornato nei limiti. Tutte le centraline monitorate da Arpa nella “domenica ecologica” del 19 gennaio hanno evidenziato livelli sotto la soglia massima. La settimana precedente il Campidoglio aveva ordinato lo stop a tutti i Diesel per 4 giorni consecutivi.

Se sono sufficienti pochi giorni con meno auto inquinanti in circolazione per ottenere dei risultati, per migliorare la qualità dell’aria e la situazione del traffico basterebbe rinunciare più spesso all’uso della macchina. E le alternative all’automobile, almeno per i brevi tragitti casa-lavoro, ci sarebbero.

Soluzione: il monopattino elettrico? Serve un’integrazione del Codice Stradale

Per quanto riguarda la normativa, non ci sono ancora disposizioni definitive.

Meno di un mese dopo la Legge che equiparava i monopattini elettrici alle biciclette, è arrivato un emendamento al decreto Milleproroghe, che limita nuovamente la circolazione dei monopattini. La nuova legge prevede che i veicoli debbano avere un motore elettrico con potenza non superiore ai 500 watt e velocità massima di 25 Km/h.  

Per quanto riguarda la circolazione su strada, i monopattini potranno correre solamente sulle piste ciclabili, nelle aree pedonali (limite di 6 Km/h) e nelle zone 30.

In questa fase di assestamento, i cittadini rischiano di investire in un mezzo inutilizzabile o di incappare in pesanti sanzioni. Forse, ora che il Green New Deal (il patto europeo che prevede di azzerare le emissioni di Co2 entro il 2050) è in fase di attuazione, il Mit riuscirà finalmente a definire delle leggi che promuovano l’utilizzo dei piccoli mezzi elettrici, tutelando al contempo la sicurezza su strada.

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