Restituire le strade alle persone coinvolgendo direttamente gli stessi residenti. Sono questi due degli obiettivi di Matteo Dondé, l’architetto milanese che negli ultimi anni ha realizzato azioni innovative di “urbanismo tattico”.

Strade a misura dei residenti e partecipazione

Nello specifico, si tratta di interventi temporanei di sperimentazione di zone 30 (aree della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari invece dei consueti 50 previsti dal codice stradale in ambito urbano) che prevedono di individuare un quartiere residenziale che abbia problemi di traffico, di attraversamento, qualità di spazi pubblici e incidentalità, e su questo realizzare un progetto completo di moderazione del traffico in varie fasi: incontri negli stessi quartieri per sensibilizzare e informare la cittadinanza, proposte sul progetto, sperimentazione delle soluzioni a basso costo, verifica degli effetti e del consenso per poi continuare con una progressiva realizzazione degli interventi previsti. Tutte disposizioni che hanno l’obiettivo sia di ridurre la velocità dei veicoli ma anche di creare nuovi spazi per nuovo arredo pedonale, piante, marciapiedi più larghi, nuovi attraversamenti pedonali, piste ciclabili.

Le persone al centro

urbanismo tattico
urbanismo tattico

Il tutto per cercare di favorire il più possibile la convivialità e la socializzazione tra le persone. E sono proprio le persone il fulcro di questi progetti che prevedono di far diventare le strade a misura di anziani, bambini, famiglie e commercianti. Strade che divengono luoghi più vissuti e, di conseguenza, anche più sicuri (sia perché diminuiscono delinquenza e degrado ma anche per la minore incidentalità).  Altro scopo, non secondario, è quello di dimostrare agli amministratori che se questi interventi vengono prima condivisi dai cittadini, con una buona comunicazione, per spiegare loro che non si tratta di misure contro gli automobilisti ma a favore della sicurezza e convivenza tra tutti gli utenti della strada, il consenso è possibile.

I progetti sperimentali dell’architetto Dondé

Concretamente, l’architetto Dondé a partire dal 2013 ha già realizzato progetti di sperimentazione di zone 30 dal basso (e a basso costo) in Italia: a Terni, Modena, Casalmaggiore (Cremona) , Milano – Quartiere Corvetto e Milano – Quartiere Rovereto. Gran parte degli interventi sono o stanno diventando definitivi. “Cambiare è difficile” – ha detto Dondé in un’intervista rilasciata al mensile Eco.Bergamo -, “richiede una trasformazione culturale. L’urbanismo tattico consente di sperimentare come può essere un quartiere, una città con meno auto. La strada rappresenta l’80% dello spazio pubblico e occorre restituirla anche ad altre funzioni, al verde, con riduzioni dell’inquinamento, del rumore, delle isole di calore. Si guadagna spazio per i pedoni, il commercio, i bar, i ristoranti. Un tema di grande interesse per la ripresa post-Covid“.

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