Il presente è roseo con un boom delle vendite che sono più che raddoppiate, ma il futuro è incerto più che altro perché non si sa ancora nulla su eventuali nuovi incentivi. È questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall’associazione Motus-E sulle vendite delle auto con ricarica nel 2021, i cui dati fanno trasparire un bilancio sicuramente positivo, con una crescita del 128% delle auto con ricarica (ossia, la somma tra le auto elettriche pure e quelle ibride plug-in) con 136.754 veicoli immatricolati equamente distribuiti tra elettrici e plug-in; mentre le previsioni future sono più pessimistiche, almeno fino a quando non si capirà se verrà rinnovato o meno l’ecobonus.

I dati

Addentrandosi più profondamente nei numeri, si può osservare che il mercato totale nel nostro Paese ha chiuso l’anno appena trascorso con 1,46 milioni di veicoli immatricolati, registrando un +5,7% rispetto al 2020 con una quota del mercato del 9,35%, anche se la nota negativa è rappresentata dal mese di dicembre che ha visto un calo del 13,21% delle auto con ricarica vendute rispetto allo stesso mese del 2020.

Le auto elettriche più vendute nel 2021

Quali sono le auto elettriche più vendute in Italia nel 2021? Al primo posto troviamo la Fiat 500E con 10.720 unità, al secondo gradino del podio la Smart Fortwo (6.163 unità), terza la Renault Twingo (5.821 unità), quarta posizione per la Dacia Spring (5.494 unità) e al quinto posto c’è la Tesla Model 3 (5.045 unità).

Quante sono le colonnine di ricarica?

Sono positivi, ma con una crescita rallentata, anche i dati delle colonnine di ricarica: in Italia al 31 dicembre 2021 risultano installati 26.024 punti di ricarica e 13.233 infrastrutture (stazioni o colonnine) in 10.503 location accessibili al pubblico con un incremento di 6700 punti di ricarica rispetto al 2020 e +3.514 infrastrutture di ricarica (rispettivamente +35% e +36% rispetto all’anno precedente).

Le prospettive future

E quali sono le prospettive future? Sono incerte perché in assenza di ulteriori incentivi ” è plausibile – scrive l’associazione Motus-E nel suo rapporto, suggerendo anche una programmazione per il prossimo triennio – che i valori dei veicoli elettrici immatricolate nei primi mesi del 2022 saranno inferiori a quelli dei primi mesi del 2021. Dalle nostre stime l’effetto dovrebbe essere visibile in maniera importante tra marzo ed aprile”.

Al di là delle dichiarazioni di facciata, quindi, è chiaro che il prima possibile servono dei decisivi passi concreti da parte del Governo per non abbandonare a sé stesso il settore e dimostrare di avere davvero a cuore la mobilità sostenibile.

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