Emancipazione femminile ed economica, identità culturale, sostenibilità, stile, etica e cambiamento sociale. Sono i capisaldi del brand Tujikuze della stilista keniota Lilian Kahiro che ha fatto della moda un volano per lanciare messaggi positivi e ha intrapreso questo percorso dal continente africano, da dove potrebbe sembrare ancora più difficile investire in settori come questo e, soprattutto, riuscire ad emergere e farsi strada tra i grandi marchi internazionali che hanno sicuramente più strumenti e risorse.

Ma a volte la passione e la convinzione possono fare molto di più, così come la resilienza e la voglia di intrecciare il proprio lavoro con valori etici e messaggi sociali.

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Il significato del marchio

Il brand di cui stiamo parlando si chiama Tujikuze che in swahili significa “cresciamo insieme”, racchiudendo in sé già la potenza della solidarietà e della partecipazione, anche in un settore come quello della moda.

L’importanza della sostenibilità

Il tutto poi si intreccia con la sostenibilità che nei prodotti realizzati dal marchio della stilista keniota è sempre al centro: tra le sue collezioni, ad esempio, compaiono borse create con fibre di banana e tessuti di cotone riciclato che vengono tessuti a mano da artigiani del Kenya, ma più in generale, i materiali utilizzati per la produzione sono riciclati, i coloranti sono naturali e i tessuti ecologici.

Le donne protagoniste

In realtà dovremmo parlare di artigiane perché sono principalmente donne, (formate in tecniche di perlinatura e incisione grazie al sostegno dell’Ethical Fashion Initiative* e del suo fondatore e direttore Simone Cipriani), in modo da dare strumenti di emancipazione al mondo femminile che nei Paesi poveri fa ancora più fatica ad emergere.

Il progetto complessivo

Il laboratorio di cucito e formazione si chiama Community Product Hubs, è già stato frequentato da più di 2000 artigiani e questo progetto complessivo si inserisce in un piano triennale (2024-2027) che ha come obiettivo la realizzazione un sistema di moda sostenibile e inclusiva in Kenya.

Il coinvolgimento delle comunità svantaggiate

Un altro dei fattori positivi poi è il fatto che coinvolge persone provenienti da 24 comunità svantaggiate di tutto il Kenya offrendo loro una formazione ma soprattutto una prospettiva futura e obiettivi concreti.

Insomma, questo marchio africano racchiude in sé significati profondi: dalla valorizzazione del lavoro delle donne al coinvolgimento di comunità svantaggiate, fino alla sostenibilità e all’etica, senza trascurare la bellezza, dimostrando come anche la moda possa essere un volano per lanciare messaggi positivi, prestando comunque grande attenzione all’ambiente.

*Programma dell’International Trade Centre (ITC) delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, fondato da Simone Cipriani, che ha l’obiettivo di ridurre la povertà e creare posti di lavoro sostenibili collegando artigiani e micro-produttori dei paesi in via di sviluppo ai fornitori internazionale della moda.

Tra le fonti dell’articolo: https://www.vogue.it/article/tujikuze-moda-africana-kenya-lilian-kahiro
Immagini: https://tujikuze.com/

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