Mirai. Futuro. Questo il nome della prima Toyota a idrogeno di serie, il primo tassello di una vasta strategia di diversificazione dell’offerta green della casa automobilistica giapponese, segno di un futuro che potremmo considerare già presente. Capostipite della tecnologia basata sulle pile a combustibile, la berlina nipponica si è dapprima inserita lungo le strade della madrepatria, per poi trasferirsi in California ed Europa, in concomitanza con l’apertura di numerose stazioni di idrogeno.

Idrogeno, una soluzione alternativa

Il futuro incarnato dalla Mirai non esclude tuttavia gli altri tipi di propulsione, ma si propone piuttosto come una soluzione parallela, diversa e allo stesso tempo simile alle altre Toyota, d’altronde le stazioni ad idrogeno stanno venendo installate in larga scala solo recentemente e ci vorranno ancora anni prima che l’industria sia pronta per una distribuzione capillare di questo combustibile. L’altra faccia della medaglia di questa problematica è che la Mirai non deve essere ricaricata come un’auto elettrica, ma rifornita con un’operazione che si risolve in un tempo variabile dai tre ai cinque minuti, in pochi istanti, s’iniettano nel serbatoio cinque chili d’idrogeno, in grado di garantire oltre 500 chilometri di autonomia reale: un processo sicuramente più comodo rispetto ai lunghi tempi di ricarica dei motori elettrici.

La nuova generazione

Proprio in occasione del Kenshiki Forum 2020, Toyota ha mostrato il modello definitivo della nuova Mirai, con tanto di dati e numeri delle prestazioni, che si presenta profondamente cambiata rispetto alla prima generazione.

Il nuovo look futuristico combina in modo armonioso sportività ed eleganza, mentre gli interni sono super tecnologici con due grandi display, a disposizione sia del pilota che dei passeggeri, che riportano le principali informazioni sul funzionamento del motore propulsivo e molti altri dati relativa al sistema di infotainment della vettura. Questo nuovo modello vanta cinque posti a sedere, contro i quattro della generazione precedente.

La Mirai atto secondo è lunga 4.975 mm, larga 1.885 mm e alta 1.470 mm e, grazie alla nuova disposizione dei serbatoi (tre in totale) e ad un miglioramento dell’efficienza del sistema propulsivo è ora in grado di ospitare fino ad un chilo di idrogeno in più, che garantisce un’autonomia superiore del 30% rispetto al passato, arrivando quindi a più di 600 km.

La casa giapponese sta insomma dando prova di credere molto nell’alimentazione ad idrogeno, che ben si sposa con il comfort e la tecnologia avanzata tipiche dell’industria automobilistica del sol levante: la Mirai vuole essere una vettura guidabile in qualsiasi momento, che faccia divertire il proprio pilota e, contemporaneamente essere un nuovo passo per la trasformazione verso una mobilità basata sull’idrogeno.

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