A partire dal 2035 non si potranno più vendere nuove auto benzina, diesel e gpl. Lo ha approvato l’8 giugno il Parlamento europeo in seduta plenaria, avallando la proposta partita dalla Commissione europea e bocciando un emendamento del Partito Popolare Europeo (Ppe): si puntava a ridurre il taglio delle emissioni inquinanti dal 100% al 90%. La misura approvata, contenuta nel pacchetto “Fit for 55”, ha incassato 339 voti favorevoli, 249 contrari e 24 astenuti.

Quali sono gli obiettivi?

Una decisione presa per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione Europea: ridurre di almeno il 55% le emissioni di Co2 entro il 2030 e azzerarle, raggiungendo la neutralità climatica, entro il 2055. Il mercato delle auto elettriche ha visto in questi anni un’espansione sempre più rapida, con un importante sviluppo anche delle infrastrutture di ricarica, indispensabili per incentivarne l’acquisto.

Le possibili conseguenze

Ma se è una scelta positiva per l’ambiente, è anche vero che porta con sé conseguenze negative dirette. Quali? Sicuramente la perdita di posti di lavoro nel settore automotive: secondo l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia), sarebbero a rischio 70 mila posti. Per la produzione di un’auto elettrica è necessario il 30% di lavoro in meno, visto che alcune componenti, indispensabili per le auto a motore termico, non servono per le auto elettriche. 

Perdite di posti di lavoro che in qualche modo potrebbero essere, se non evitate del tutto, almeno tamponate. Come? Con incentivi statali, che in questa fase di transizione diventano più che mai necessari: per esempio, quelli a sostegno della riconversione delle imprese, che per ora sono solo stati promessi, ma non si è visto ancora nulla di concreto. Da questo punto di vista, quindi, serve una pronta risposta dal governo.

Cosa ne pensano gli italiani?

Se lo stereotipo comune fa pensare ad uno scetticismo diffuso, c’è una ricerca a riguardo che, invece, stupisce. 

Secondo l’ultimo EY Mobility Consumer Index, che ha analizzato 18 Paesi (oltre 13 mila intervistati), il 73% degli italiani acquisterebbe un’auto elettrificata. Si tratta di un dato che colloca il nostro Paese al primo posto tra le nazioni europee analizzate dallo studio: al secondo posto in Europa si colloca la Spagna con il 62%, seguita da Norvegia (61%), Svezia (52%), Regno Unito (49%), Francia (48%), Paesi Bassi (46%), Germania (45%). 

Inoltre, l’88% del campione intervistato sarebbe disposto a pagare di più per un’auto elettrica e il 35% spenderebbe anche il 20% in più.
Per la maggioranza sarebbero nobili anche le ragioni: la tutela ambientale è al primo posto (38%), seguita poi dalla crescita dei prezzi del gas (34%).

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