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Smart City

Smart city: l’importanza della tecnologia per rendere le città sostenibili

Il ruolo della tecnologia è indispensabile nel rendere le nostre città sempre più “intelligenti” e la mobilità sempre più sostenibile. Anzi, è meglio parlare al plurale perché le tecnologie disponibili sono molte; ed è importante che ciascuna di esse si integri e sia interconnessa per diventare parte di un unico ecosistema.

La condivisione dei dati

Se da una parte c’è l’importanza delle infrastrutture tecnologiche innovative, dall’altra diventa essenziale anche la condivisione dei dati tra pubbliche amministrazioni e gestori privati in una sorta di “smart city control room”, proprio per gestire al meglio la mobilità, trovare le soluzioni più adeguate per programmare interventi che portino ad una maggiore sostenibilità e comunicare in breve tempo ai cittadini le eventuali criticità.

I semafori intelligenti

Ma quali sono gli strumenti tecnologici che si possono adottare nelle cosiddette “smart cities”?

Tra quelli a disposizione, ci sono, ad esempio, i semafori intelligenti. Possono contribuire a ottimizzare i flussi di traffico, riducendo il rumore, gli incidenti, i costi del trasporto, le code dei veicoli e di conseguenza i tempi di percorrenza degli automobilisti, ma anche e soprattutto le emissioni inquinanti.

Questi semafori funzionano grazie a dei sensori posti sulle vie di transito in grado di percepire il passaggio dei mezzi e quindi quantificarli. Un sistema che permette una gestione dei tempi semaforici più efficiente, regolando l’accensione del verde o del rosso in base ai flussi di traffico e ottenendo dei risultati estremamente positivi.

Ad esempio, in due distretti della città di Taipei (capitale di Taiwan), oltre ad una riduzione del traffico e dei tempi di viaggio per gli automobilisti, il risparmio complessivo sul consumo di carburante annuo è stato stimato in 318.269 litri all’anno e la riduzione delle emissioni di Co2 in 720,2 tonnellate all’anno.

I nuovi servizi di Google Maps per la sostenibilità

A inizio ottobre Google ha lanciato negli Stati Uniti (mentre in Europa arriverà nel 2022) una nuova funzione di Maps, sempre per incrementare la sostenibilità durante gli spostamenti. Questa funzione avrà come impostazione predefinita il tragitto che prevede la minor quantità di emissioni di carbonio quando i tempi di percorrenza sono simili a quelli dell’itinerario più veloce. Una novità che, secondo le prime stime, permetterà di evitare oltre 1 milione di tonnellate di emissioni di carbonio all’anno.

Google Maps, inoltre, tra le novità, prevede anche il miglioramento nella ricerca di auto elettriche e percorsi pedonali e ciclabili, consentendo di trovare con più semplicità anche gli itinerari per gli spostamenti in bici e scooter elettrici in sharing, con la localizzazione che verrà allargata a più di 300 città in tutto il mondo.

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Smart City

Amazon e i suoi hub di micromobilità sostenibile

Negli ultimi anni le consegne a domicilio sono diventate sempre più diffuse e il periodo della pandemia ha accelerato questo processo. Un’abitudine che se da una parte è un’indiscussa comodità per i cittadini, dall’altra porta con sé la necessità di movimentare molti mezzi. Inevitabilmente vi sarà un aumento di inquinamento nelle nostre città.

Amazon ha scelto di intraprendere la strada della sostenibilità, presentando quattro nuovi hub di micromobilità a Milano, Napoli, Genova e Bologna. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Cosa sono?

Depositi di piccole dimensioni che vengono realizzati in luoghi centrali dei centri urbani, in modo tale che le consegne dell’ultimo miglio si possano effettuare con mezzi sostenibili, come cargo scooter elettrici a tre ruote o cargo bike ma anche a piedi, al posto di movimentare numerosi van.

I vantaggi

Un sistema che, oltre a consentire di evitare l’aumento eccessivo del traffico, consente di ridurre drasticamente l’inquinamento acustico e le emissioni di Co2. Questo obiettivo emerge anche dalle parole di Gabriele Sigismondi, country director di Amazon Logistics Italia.

“I trasporti sono una componente fondamentale della strategia di Amazon per raggiungere zero emissioni nette di Co2 entro il 2040 – ha dichiarato -. Questi hub di micromobilità consentono di aumentare l’efficienza delle nostre strutture e della flotta di veicoli elettrici dei nostri fornitori”.

Alcuni numeri

Amazon ha già lanciato questi hub in una ventina di città europee e li vuole raddoppiare entro la fine del 2025.

Tra l’altro, sono già molto funzionali: nella zona C di Milano, infatti, oltre il 25% dei pacchi di Amazon viene consegnato con cargo scooter elettrici a tre ruote, ben il 60% a Napoli nella zona a traffico limitato (ztl) e addirittura il 100% nelle ztl di Bologna * e Genova.

In totale, solo in Italia l’azienda ha effettuato più di 7 milioni di consegne con veicoli green (100 milioni in Europa) e in tutta Europa utilizza più di 3 mila van elettrici con l’obiettivo di arrivare a 10 mila entro il 2025.

Si tratta di decisi investimenti sulla sostenibilità che consentono ad Amazon di far apprezzare alla cittadinanza un suo lato estremamente positivo, forse riuscendo ad allontanare alcune delle polemiche che hanno avuto risalto negli ultimi anni (per esempio, c’è qualcuno che contesta l’elevato consumo di suolo e qualcun altro lo sfruttamento dei lavoratori).

*Questo è il più recente e la percentuale si riferisce alla previsione per il 2023.

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Smart City

Le panchine intelligenti che ricaricano e-bike e monopattini

A volte, per lo sviluppo della sostenibilità, diventa determinante anche l’inventiva. Questa, unita a un pizzico di fantasia e originalità, consente di sviluppare idee innovative. È proprio quello che è successo a Cuneo: in piazza Europa è stata proposta l’installazione di due panchine intelligenti, strumento utile per lo sviluppo della smart city. Vediamo insieme in che modo.

Le funzioni per i mezzi green

Partiamo da una funzione che farà sicuramente contenti tutti gli amanti dei mezzi elettrici. Queste particolari panchine consentono di ricaricare e-bike e monopattini con prese da 220 watt, attivabili attraverso un’app dedicata. 

Caratteristica che diventa molto utile per gli spostamenti con mezzi di micro-mobilità in città. Ciò permette di “sconfiggere” la cosiddetta ansia dell’autonomia chilometrica, diventando di fatto una sorta di volano per una sempre e più rapida diffusione di questi veicoli green in città. 

Altre funzioni per una migliore vita cittadina

Queste prese danno la possibilità di ricaricare anche i pc e persino piccoli elettrodomestici, per esempio gli scalda biberon. Insomma, funzioni che rendono la vita cittadina più comoda e agevole. 

Non è finita qui, perché le funzioni delle panche “smart” sono molteplici. Sono fornite anche di portale usb per la ricarica di dispositivi mobili e wi-fi, oltre a un palo modulare completo di monitor 49’’ orientabile ad alta luminosità.

L’app per le informazioni utili

Queste panchine fanno anche un passo in più nella direzione dello sviluppo delle smart city. Attraverso un’app per smartphone, possono fornire utili informazioni sui negozi della zona (per esempio, i servizi offerti e le varie promozioni) e sugli eventi organizzati sul territorio. 

C’è spazio anche per informazioni sul meteo, oltre a notifiche per essere informati sulla situazione della viabilità della zona.

Un supporto per la smart city

Non parliamo di un semplice arredo urbano, ma di un vero e proprio strumento di supporto allo sviluppo della smart city. Queste panchine diventano anche importanti per la vitalità commerciale (e non solo) delle zone in cui vengono installate, poiché permettono di “valorizzare e potenziare il commercio di vicinato  – come ha evidenziato Marco Manfrinato, direttore di Confcommercio Cuneo, che ha promosso l’iniziativa – e, più in generale, le imprese, gli imprenditori e i professionisti presenti nell’area, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie integrate, per prevenire sacche di depauperamento dell’attività commerciale con conseguenti rischi di desertificazione”.

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Smart City

Quali sono le caratteristiche delle città sostenibili?

Crisi climatica, inquinamento eccessivo, aumento dei prezzi della benzina, pandemia: sono solo alcune delle serie motivazioni per le quali diventa ancora più importante puntare sullo sviluppo delle città sostenibili. 
Ma quali sono le caratteristiche di queste metropoli? Scopriamolo insieme. 

La tecnologia si intreccia con la sostenibilità

Si tratta di città che, lo dice la parola stessa, puntano sulla sostenibilità e per farlo sfruttano anche le grandi potenzialità della tecnologia. 

Per ridurre gli imbottigliamenti, per esempio, ci sono i semafori intelligenti. Grazie a un innovativo sistema di sensori, permettono di tarare i tempi semaforici sulla base dell’intensità della circolazione. I vantaggi? Decongestionamento del traffico e risparmio di carburante. Tra le varie cose, è importante anche un’illuminazione stradale più efficiente (luci a led), la digitalizzazione e l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti. 

La tecnologia può essere di supporto per scegliere il tragitto meno trafficato e che prevede minori quantità di emissioni di carbonio per arrivare a destinazione. In ciò può aiutare Google Maps, che di recente ha aggiunto una funzione proprio con le suddette caratteristiche. 

L’importanza della mobilità green

Ma in una città a tutti gli effetti green non può mancare l’implementazione di una mobilità sostenibile: diffusione di auto elettriche, organizzazione di servizi di sharing (monopattini, bici, auto e scooter elettrici a noleggio), piste ciclabili e miglioramento del trasporto pubblico urbano.

Le città dei 15 minuti 

Un sistema che, se ben strutturato e con investimenti, anche dal punto di vista urbanistico e dell’efficientamento energetico, permette di raggiungere l’obiettivo della “città dei 15 minuti“. Si tratta di una metropoli in cui il tempo necessario per spostarsi a piedi, in bici o con mezzi sostenibili da casa per andare a fare la spesa, raggiungere ufficio, scuola, luoghi culturali, d’aggregazione, per sport o tempo libero non superi i 15 minuti, appunto. 

Parliamo di un cambiamento che porta con sé una molteplicità di vantaggi: dal prezioso risparmio di tempo, al minore stress, fino alla riduzione dell’inquinamento e all’instaurazione di legami più forti nei quartieri e una maggiore sicurezza, solo per citarne alcuni.  

Alcuni esempi

Tutto questo non è solo un esercizio teorico, ma esistono già casi concreti. Per fare alcuni esempi, Melbourne e Copenaghen stanno puntando a un’urbanistica mirata alla realizzazione della città del quarto d’ora, così come Parigi, che per fare ciò ha pure nominato un’assessora ad hoc. C’è anche Singapore, poi, che è considerata la città più smart al mondo. E gli esempi potrebbero continuare.

C’è, però, chi contesta lo sviluppo di città sostenibili a causa dei costi elevati: polemica che si può presto smontare pensando ai risparmi che porterebbero negli anni, in grado di ammortizzare appieno gli investimenti iniziali. Per non parlare dell’importanza di queste metropoli per il rispetto dell’ambiente!

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