L’80% dei rifiuti di plastica proviene dai fiumi e ogni anno negli oceani vengono scaricate più di 8 milioni di tonnellate di plastica. Questi dati, riportati sul sito web di River Cleaning, inquadrano bene un problema estremamente allarmante che sicuramente nasce dalla poca educazione civica e consapevolezza ambientale di noi cittadini. 

In primis, quindi, è necessario che tutti noi iniziamo a adottare un comportamento più rispettoso nei confronti dell’ambiente, ma dall’altra parte sono sicuramente benvenute tutte le iniziative che contribuiscono a sconfiggere questo odioso fenomeno di inquinamento dei nostri mari e fiumi.

Da questo punto di vista, uno dei progetti più innovativi si chiama “River Cleaning”, che ha l’obiettivo di intercettare, raccogliere e poi stoccare i rifiuti in plastica presenti nei fiumi ma anche gli inquinanti liquidi (come il petrolio). Scopriamolo insieme. 

River Cleaning Plastic

Visuale aerea dell’impianto in funzionamento

Per quanto riguarda la plastica, questo innovativo progetto prevede una tecnologia chiamata “River Cleaning Plastic” che “è costituito – si legge nella puntuale descrizione sul sito web – da una serie di dispositivi galleggianti, posizionati diagonalmente sul corso del fiume; così posizionati permettono di intercettare i rifiuti plastici e trasportarli sulla riva del fiume, in una speciale area di stoccaggio” per poi portarli al riciclo.

Impianto Vela 01 presso Quarto d’Altino (Venezia)

I vantaggi

E i vantaggi di questi dispositivi sono molteplici, tra i quali: 

1. Sono scalabili al 100%, quindi adattabili nelle dimensioni in base alla grandezza del fiume.

2. Funzionano 24 ore su 24, in modo da intercettare i rifiuti con efficienza (85% di rifiuti fermati, scrivono sul sito web) e sicurezza, permettendo anche il passaggio delle imbarcazioni.

3. L’energia per far funzionare questo meccanismo viene raccolta dalla forza del fiume.

4. Ha un impatto zero sull’ecosistema: la flora e la fauna non vengono compromesse.

5. Ha una bassissima impedenza, per non danneggiare gli argini e causare potenziali esondazioni.

I risultati

Un progetto che sta già dando i suoi frutti e lo confermano anche i numeri: solo per dare un’idea, il primo sistema, patrocinato dal Comune di Rosà e dal Consorzio di Bonifica Brenta, è stato installato nel giugno 2021 a Rosà (Vicenza) nella roggia Dolfina e ha già recuperato più di 100 kg di rifiuti (Qui trovate gli altri quattro impianti con miglioramenti tecnologici). 

River Cleaning Oil

L’altra tecnologia, invece, ha il nome di “River Cleaning Oil” ed è stata pensata per “la necessità  – spiegano dal team del progetto – di far fronte non solo all’elevata quantità di rifiuti solidi presenti nei fiumi, ma anche agli inquinanti liquidi, più difficili da notare ma non meno insidiosi e frequenti”, tra i quali: scarti di combustione, residui oleosi dal manto stradale, scarti industriali, versamenti oleosi per estrazione e trasporto di idrocarburi, rifornimento o incidenti di imbarcazioni petrolifere.

Questa tecnologia, installata in modo simile a quella per la plastica, prevede due tipologie di sistemi: uno composto da materiale spugnoso per assorbire i liquidi inquinanti e, nello stesso tempo, spostare i rifiuti solidi, l’altra con una struttura a turbina per aspirare gli inquinanti oleosi e portarli al sistema all’impianto di depurazione sulla riva del fiume. 

River Cleaning Deflector

C’è anche un’ulteriore tecnologia: “River Cleaning Deflector”. Composta da una barriera con boe galleggianti e una struttura di ancoraggio, fa in modo che “tutti i detriti ed i rifiuti che le centrali idroelettriche sono costrette a rimuovere possano essere deviati, alghe comprese, prima che arrivino, per esempio, all’imbocco del canale di presa”. In questo modo, il materiale continua a scorrere nel fiume e può essere recuperato successivamente a valle, senza problemi e costi.

Insomma, in generale si tratta di un progetto con un obiettivo ambizioso e chiaro, racchiuso nelle parole di Vanni Covolo, co-fondatore e amministratore delegato di River Cleaning: “Far tornare limpide le acque di fiumi e mari”. E per riuscire a farlo, aggiungiamo noi, è essenziale il contributo di tutti noi: ognuno deve rispettare l’ambiente!

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