La gestione degli spazi urbani, soprattutto per quanto riguarda le periferie, è un tema sempre più centrale all’interno del dibattito pubblico per delle valide ragioni, che spaziano dalla necessità di rimodernare infrastrutture del contesto urbano fino all’impellenza di rendere le città più abitabili. Per dare una risposta efficace a queste problematiche si è coniato il termine di rigenerazione urbana.

Rigenerazione urbana: cos’è

Con questa terminologia si intendono tutta una serie di azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio già esistente, spesso con un occhio di riguardo verso il tema dell’eco-sostenibilità delle operazioni. Infatti questi interventi sono volti, nella maggioranza dei casi, a limitare il consumo del territorio salvaguardando ambiente e paesaggio, tema centrale della rigenerazione urbana. Spesso a queste operazioni si accompagnano anche interventi di tipo culturale e sociali finalizzati al miglioramento della qualità della vita del luogo in cui avvengono. Per affrontare in modo efficace un intervento di rigenerazione urbana è importante interfacciarsi non solo con gli enti preposti, ma è di fondamentale importanza entrare in contatto con la comunità della zona soggetta alla rigenerazione. Facendo questo, è possibile valutare con maggiore cognizione di causa i bisogni e le aspettative degli utenti e comprendere con precisione le potenzialità del luogo designato.

Oggi la percezione di non poter più costruire in maniera indiscriminata sta diventando una regola. Non è certo un caso che ingegneri, architetti e progettisti urbani privilegino una maggiore razionalità nell’atto costruttivo e sentano l’esigenza di realizzare azioni di recupero in aree degradate. Una città a misura d’uomo quindi, in cui viene realizzato un recupero creativo e minuzioso delle zone in disuso, per riportare la popolazione a vivere quei luoghi attraverso spazi verdi e parchi dove riconciliarsi con il tessuto urbano.

Uno sguardo all’Europa

La sfida più grande da questo punto di vista è quella di arricchire il territorio, ovvero capire come occupare gli spazi scarsamente utilizzati e incrementare contemporaneamente il valore degli spazi urbanizzati. In Europa tutti i nuovi sviluppi immobiliari devono già passare dai progetti di rigenerazione urbana ed esistono numerosissimi progetti in questo senso. Tra i più interessanti ci sono quello di Stoccolma, che pensa in grande e a lungo termine puntando alla riqualifica di diverse aree della città; la capitale della Svezia ha già creato 10.000 nuovi appartamenti e 30.000 postazioni lavorative ma coinvolgendo i comuni dell’area le azioni si diversificheranno ulteriormente.

Un altro esempio virtuoso viene dall’Ucraina. A Kiev infatti è stato lanciato un progetto di rigenerazione che coinvolge un’area di 50 ettari a 15 minuti dal centro della città. Ex sito di costruzione navale, l’area diventerà un nuovo quartiere urbano con residenze, istituzione educative, aree ricreative, centri commerciali e sportivi; è prevista persino una spiaggia. La rigenerazione non è uno strumento ma un metodo, non è costituita da regole ma da approcci e analisi di contesto. Non può essere nemmeno considerata una soluzione immediata, ma occorre tempo per apprezzarne gli effetti ed è una maniera intelligente per raggiungere degli obbiettivi dando una risposta efficace ad alcuni dei più grandi problemi post-moderni che affliggono la nostra società.

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