Tutti i conducenti di mezzi green hanno un sogno, in particolar modo quelli che accusano di più l’ansia dell’autonomia chilometrica: guidare un’auto elettrica in autostrada, senza più doversi preoccupare di trovare una colonnina di ricarica durante il tragitto. Un sogno che alcuni studiosi hanno provato a far diventare realtà: la ricarica peer-to-peer per i veicoli elettrici, in modo che gli automobilisti possano condividere l’energia delle loro auto elettriche mentre percorrono la stessa strada.

L’idea arriva da uno studio elaborato dai ricercatori dell’Università della Florida: Prabuddha Chakraborty, Robert Parker, Jonathan Cruz, Lili Du, Shuo Wang e Swarup Bhunia, insieme a Tamzidul Hoque, ricercatore dell’Università del Kansas.

Il progetto

Si tratta di un sistema basato sulla condivisione grazie al cloud, che verifica i rispettivi bisogni delle auto, facendo incontrare quelle con necessità opposte: un veicolo che ha energia in eccesso può venderla a un altro mezzo che, invece, è quasi a secco. Il tutto senza doversi fermare, ma semplicemente avvicinando tra loro i due veicoli per fare in modo che entrambi ne traggano vantaggio.

Sempre secondo il progetto, l’auto elettrica dovrà avere due differenti batterie: oltre a quella standard, un’altra a carica rapida da utilizzare per il peer-to-peer.

Tra l’altro, i ricercatori hanno previsto anche la presenza di mobile charging stations (MoCS): camion che trasportano grosse batterie per la ricarica dinamica, anche di più veicoli contemporaneamente. Potrebbero tornare molto utili soprattutto nei tratti di strada più congestionati.

È economico?

Sarebbe sostenibile economicamente un progetto di questo tipo? La risposta di chi ha sviluppato la ricerca è positiva. Non ci sarebbe bisogno di grossi investimenti, solo il software di gestione e una modifica per ospitare due diversi accumulatori.

Una strada tracciata

Una strada, quella intrapresa dai ricercatori statunitensi, che è stata già tracciata da chi ha investito nella ricarica induttiva con le spire sotto il cemento. Per questo sistema servono più investimenti, ma è sicuramente innovativo. Anche nel nostro Paese c’è un progetto di questo tipo, in fase di realizzazione. È davvero all’avanguardia e possiamo andarne orgogliosi: l”Arena del futuro”.

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