C’è una buona notizia per tutti gli automobilisti che soffrono d’ansia da autonomia chilometrica: in un solo anno i punti di ricarica per le auto elettriche in autostrada sono raddoppiati, ma solo circa il 20% sono veloci. Resta, però, una nota dolente che riguarda il forte divario fra Sud e Nord del Paese: infatti, nel Settentrione sono presenti ben il quadruplo delle aree di ricarica rispetto al Meridione. È quanto emerge dal report annuale “La mappa delle colonnine in autostrada 2023” condotto da InsideEVs.it .

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Premessa

Partiamo da una premessa: il suddetto studio fa riferimento esclusivamente alle colonnine di ricarica presenti all’interno delle stazioni autostradali in corrente continua, dai 50 kW in su, anche se si è concentrato prevalentemente su quelle ad alta potenza, dai 100 kW in su, proprio perché è quest’ultima la tipologia che consente di ricaricare il proprio veicolo green in soli 30 minuti.

I dati

Detto ciò, passiamo ai dati: in Italia gli autogrill abilitati alla ricarica di automobili elettriche sono 121 su un totale di 476 e, come dicevamo, sono più che raddoppiati rispetto allo scorso anno (quando erano 59), ma c’è anche da dire che sono solo 92 quelle con ricarica ad alta potenza, ossia il 19% del totale.

Quindi, se da una parte è sicuramente positivo il fatto che le stazioni di ricarica nel Paese sono in crescita è anche vero che c’è ancora molta strada da fare per fare in modo che sempre più persone si avvicinino senza remore al mondo delle auto elettriche.

Il divario Nord – Sud

Altro problema da superare, poi, riguarda il netto divario tra Nord e Sud: basti pensare al fatto che al primo posto della classifica troviamo Lombardia e Emilia-Romagna con 15 aree di servizio abilitate alla ricarica di veicoli elettrici, mentre all’ultima posizione ci sono Basilicata, Molise e Sicilia, dove non sono proprio presenti colonnine per la ricarica.

Ci sono obblighi di legge?

Ma esistono obblighi di legge per l’installazione di punti di ricarica nella rete autostradale?

“Le norme che recepiscono le direttive europee esistono – risponde Alessandro Lago, direttore di InsideEVs.it -, ma non sono efficaci perché non contemplano sanzioni per le concessionarie autostradali che non rispettano le scadenze. Il Governo dovrebbe tenerlo a mente, partendo dal presupposto che c’è in gioco l’interesse pubblico alla transizione energetica e che le autostrade sono un bene pubblico al servizio dello sviluppo del Paese”.

Quindi, è ora di investire in una rete capillare per la ricarica dei veicoli green per rendere gli automobilisti sempre più liberi di viaggiare e fare in modo che siano sempre più numerose le persone che scelgono questa tipologia di veicoli, senza la paura di mettersi alla disperata ricerca di una colonnina ogni volta che si mettono alla guida.

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