Grazie Mario. Il Recovery plan italiano soddisfa i criteri della Commissione europea, è ambizioso e lungimirante. L’Italia ha il pieno sostegno della Commissione, c’è stata una cooperazione eccellente“.

Queste le prime parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa che si è tenuta martedì pomeriggio negli studi di Cinecittà a Roma insieme al presidente del consiglio Mario Draghi.

Un incontro che ha sancito ufficialmente il via libera da parte della Commissione Ue al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) “Italia Domani”, con la presidente della Commissione europea che ha scandito anche i tempi, precisando che “una volta approvato dal consiglio nelle prossime quattro settimane, saremo pronti a erogare i primi fondi“.

Ad aprire la conferenza stampa è stato il presidente del consiglio Mario Draghi, il quale ha precisato che “abbiamo messo a punto un piano per rendere il nostro paese più giusto, più competitivo e più sostenibile nella sua crescita“.

Le infrastrutture per una mobilità sostenibile

Già, la sostenibilità, è proprio questo l’argomento sul quale vogliamo soffermarci. In particolare per la missione 3 del PNRR denominata “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, sono a disposizione 25,40 miliardi di euro (ai quali se ne aggiungono 6,3 provenienti da un fondo complementare), quasi tutti (24,77) da investire sulla rete ferroviaria.

La missione “mira a rendere, entro il 2026, il sistema infrastrutturale più moderno, digitale e sostenibile; in grado quindi di rispondere alla sfida della decarbonizzazione indicata dall’Unione Europea”. Gli obiettivi generali sono:

  • la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni attraverso il trasferimento del traffico passeggeri e merci dalla strada alla ferrovia;
  • l’aumento della connettività e della coesione territoriale attraverso la riduzione dei tempi di viaggio;
  • la digitalizzazione delle reti di trasporto e l’aumento della competitività dei sistemi produttivi, in particolare del Sud, attraverso il miglioramento dei collegamenti ferroviari.

Ma per comprendere più nitidamente l’importanza di interventi di questo tipo per la riduzione dell’inquinamento basta solo ricordare che “si stima che un aumento della quota dei passeggeri che utilizzano la ferrovia dal 6% al 10% comporterà un risparmio annuo di CO2 pari a 2,3 milioni di tonnellate“.

Alcuni degli interventi per favorire la transizione ecologica

Allargando lo sguardo agli investimenti generali nel PNRR, si può osservare che sono stati stanziati 62 miliardi di euro per mobilità, infrastrutture e logistica sostenibili.

Tra i principali interventi, saranno realizzati 700 chilometri di ferrovia (tra sviluppo dell’alta velocità e linee regionali), 216 chilometri di nuove linee tranviarie, metropolitane e di filobus, oltre all’acquisto di nuovi treni.

Inoltre, saranno acquistati 3.200 autobus elettrici e a idrogeno per le aree urbane e 2.000 autobus a metano per il trasporto extraurbano; anche la sperimentazione dell’idrogeno per le ferrovie non elettrificate (in Val Camonica e al Sud) sarà potenziata; verranno poi realizzati 1.800 chilometri di ciclovie turistiche e urbane. Infine sarà sviluppata la rete infrastrutturale di ricarica elettrica pubblica con 7.500 punti di ricarica nelle superstrade e circa 13.750 punti di ricarica in centri urbani.

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