Nel 2020 in Italia le vendite di moto e scooter elettrici hanno registrato un +84,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 10 mila veicoli immatricolati. È sufficiente questo dato, diffuso all’inizio dell’anno da Confindustria Ancma, per comprendere quanto questi mezzi green si stiano diffondendo sempre più rapidamente.

Ecco che allora diventa ancora più importante fare un po’ di chiarezza sulle regole che deve seguire chi decide di acquistarli.

Quale patente serve?

Iniziamo con la patente. Quale serve?

Per prima cosa è bene precisare che tutte le regole della circolazione da seguire sono le stesse dei mezzi a benzina, ma nel caso della patente bisogna fare riferimento alla potenza del motore espressa in kW:

  • Patente AM (il cosiddetto “patentino” che si può ottenere a partire dai 14 anni): si possono guidare gli scooter elettrici a due o tre ruote della categoria L1e (con potenza inferiore a 4 kW).
  • Patente A1: scooter elettrici fino a 11 kW e tricicli elettrici fino a 15 kW (dai 16 anni).
  • Patente A2: moto e scooter elettrici fino a 35 kW (dai 18 anni).
  • Patente B: veicoli a due ruote fino a 11 kW, tricicli fino a 15 kW solo dopo i 21 anni (in Italia).
  • Patente A: veicoli a due ruote di categoria L3e, senza alcun vincolo sulla potenza.

Dove non possono circolare?

Questi mezzi non possono circolare su autostrade e tangenziali e il motivo riguarda il fatto che il codice della strada disciplina i veicoli che vi possono accedere basandosi esclusivamente sulla cubatura del motore, non contemplando i veicoli elettrici (ad eccezione dei tricicli).

L’articolo 175 del codice della strada, infatti, evidenzia che possono circolare su queste strade solo veicoli con almeno 150 cc, “ad eccezione dei tricicli, di cilindrata non inferiore a 250 cc se a motore termico e comunque di potenza non inferiore a 15 kW, destinati al trasporto di persone e con al massimo un passeggero oltre al conducente”.

Ė evidente che si tratta di un vuoto normativo che dovrebbe essere al più presto colmato.

I vantaggi dell’acquisto

Per concludere, ricordiamo che questi veicoli sono sostenibili, hanno una manutenzione pressoché nulla e i costi di ricarica sono molto bassi.

Poi sono esenti dal bollo per cinque anni, l’assicurazione può costare fino al 50% in meno e chi li acquista può usufruire anche degli ecoincentivi.

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