Sicuramente in Italia non sono (ancora) così diffusi come in altri Paesi europei, anche perché dai noi sono approdati recentemente. Se ne vedono però già in circolazione e molto probabilmente col tempo ne compariranno sempre di più.

Stiamo parlando del monowheel, uno dei dispositivi elettrici della cosiddetta micromobilità urbana, che rappresenta la nuova frontiera della mobilità sostenibile.

Cos’è il monowheel?

Più nello specifico, cos’è il monowheel?

Si tratta di un mezzo di trasporto elettrico, dotato di una sola ruota e sensori per auto bilanciarsi. Sfrutta l’azione di un propulsore a batteria in grado di mettere in azione la ruota, all’interno della quale si trova un particolare dispositivo chiamato “giroscopio“, che la mantiene in costante equilibrio.

L’autonomia varia tra i 15 e i 45 Km e i prezzi possono partire dai circa 200 euro fino ad arrivare anche ai 2 mila euro.

Quali sono le regole da seguire?

Le regole da rispettare quando si è alla guida di questi particolari mezzi di micromobilità sono contenute nella legge 28 febbraio 2020 n.8, che ha convertito il decreto-legge cosiddetto decreto “milleproroghe” e sono le stesse che si devono seguire quando si conducono i monopattini elettrici.

La circolazione è equiparata alle biciclette

Sostanzialmente, il fulcro della nuova legge riguarda il fatto che la circolazione dei mezzi di micromobilità (non solo monowheel ma anche monopattini elettrici, segway e hoverboard) viene equiparata alle biciclette, senza quindi alcun obbligo di patente o particolari prescrizioni.

Le differenze

Mentre le differenze riguardano alcune regole. Tra queste ricordiamo:

  • il divieto alla guida per i minori di 14 anni;
  • l’obbligo del casco per i minori di 18 anni;
  • il motore elettrico di potenza nominale continuativa non superiore a 0,50 kW (500 watt);
  • il divieto di superare i 25 Km/h sulla carreggiata delle strade e i 6 Km/h nelle aree pedonali.

Si precisa, inoltre, che questi mezzi non possono circolare sui marciapiedi.

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