Con l’inizio della fase 2 il rischio di ripiombare nel caos cittadino che caratterizzava il nostro tessuto urbano è alto, un caos che non ci possiamo più permettere, sia per i rischi di contagio sia per approfittare della diminuzione dell’inquinamento che il lockdown ha portato con sé come conseguenza positiva.

Il piano d’azione

La fase 2 deve essere un’opportunità per ripensare in modo sostenibile la mobilità delle nostre città, andando oltre la costruzione di nuove piste ciclabili. Sono queste le problematiche a cui la RME – Rete di Mobilità d’Emergenza si propone di dare risposta. Si tratta di un piano d’azione, messo a punto da Bikenomist, per ripensare il modo di muoversi in città rispettando il giusto distanziamento sociale e, contemporaneamente, evitando di congestionare il traffico, già intenso, dei nostri capoluoghi.

È proprio la congestione il rischio principale in tema di mobilità post Covid-19, soprattutto in virtù della capienza limitata dei mezzi pubblici, che al momento viaggiano al 30% della capienza massima di passeggeri. Non è un caso che a Wuhan il periodo direttamente successivo alla quarantena abbia portato alla totale paralisi del traffico.

Le misure proposte

Tante sono le misure proposte da questo piano d’azione, in primo luogo il restringimento delle corsie urbane dedicate al traffico delle auto, eliminandone almeno una nelle strade a più corsie per senso di marcia, ampliando le corsie riservate ai bus e favorendo la convivenza tra trasporto pubblico e biciclette, il tutto per favorire il trasporto alternativo rispetto a quello automobilistico.

Un occhio di riguardo è dedicato anche ai pendolari, per i quali verranno attrezzati i cosiddetti parcheggi di interscambio, spazi dove chi arriva con l’auto può posteggiare, trovando un mezzo alternativo sotto forma di bike sharing anche elettrico. Contemporaneamente, il piano prevede la creazione di diverse velostazioni, ovvero luoghi sicuri dove poter posteggiare la propria bicicletta andando quindi ad incoraggiare un tipo di mobilità attiva che comprenda pedoni e ciclisti. È dunque necessario ragionare su un modello di città dove si usa meno l’auto, ci sono meno zone destinate ai parcheggi e più spazio dedicato a usi differenti e sostenibili e, in generale, prendere esempio dai modelli virtuosi di questo tipo di mobilità nei paesi d’oltralpe.

Share.
GUIDASOSTENIBILE_ICO

Le informazioni sono raccolte attraverso siti di parti terze. Guida Sostenibile non si assume la responsabilità della loro veridicità. Consigliamo un confronto con le case produttrici prima di effettuare un acquisto.
Per informazioni scriveteci a info@guidasostenibile.it per contattare la redazioni scrivete a redazione@guidasostenibile.it

Project by