Se il ventesimo secolo è stato il secolo delle auto, il ventunesimo deve essere quello dei pedoni”. Queste sono le parole di Stefano Recalcati, architetto del gruppo Arup, che cita una ricerca realizzata dal gruppo stesso, elencante i benefici sociali, economici e ambientali derivanti dalla re-ideazione delle nostre città in chiave pedonale. Un processo che in qualche modo è già iniziato, se pensiamo alle molte iniziative legate allo sharing di mezzi elettrici nelle principali città del mondo.

Le città devono necessariamente iniziare a confrontarsi con il tema della mobilità green in virtù del miglioramento della vita urbana dei loro cittadini. Questo significa progettare in modo capillare la pianificazione del trasporto pubblico, andando ad integrarlo con la conformazione urbanistica del territorio. Occorre, in sostanza, che le reti dei mezzi pubblici siano efficaci e connesse in modo smart con i veicoli di sharing mobility, come scooter, monopattini ed e-bike, in modo da coprire anche il famoso “ultimo miglio”.

La situazione in Italia

In Italia il pioniere in questo settore è Milano, dove il 74% dei mezzi pubblici è a trazione elettrica e il tasso di motorizzazione è sceso a 400 auto ogni mille abitanti rispetto alle 600 dei primi anni ’90. Una delle chiavi per ripensare la mobilità cittadina in chiave green riguarda i tragitti brevi e, da questo punto di vista, il capoluogo lombardo si propone di fare scuola, attivando sul territorio urbano tutta una serie di veicoli a mobilità condivisa, a prezzi competitivi, per incentivare lo sviluppo di questo importante settore.

In ultimo anche in Italia, o almeno in alcune regioni, è auspicabile l’arrivo al divieto, come in altri stati europei, delle immatricolazioni di vetture con motore a combustione interna, andando ad alleggerire le emissioni di CO2 del nostro paese e, di conseguenza, garantire uno stile di vita più sano e produttivo ai cittadini.

Uno sguardo al futuro

Entro il 2030, secondo un report di The Boston Consulting Group, le auto e i camion elettrici saranno il 25% del totale dei veicoli su strada e rappresenteranno circa il 60% delle vendite di nuovi mezzi. A questo dato si andrà ad unire, si auspica, un aumento sostanziale del business delle auto green in condivisione, che andrà a diminuire ulteriormente il tasso di motorizzazione pro capite. In questo contesto si apriranno quindi una pletora di scenari interessanti, come il recupero di aree prima destinate a parcheggi e zone di sosta, non più necessari in numero tanto alto come oggi, o l’aumento di parchi e zone pedonali nelle grandi città. Il futuro, insomma, ha tutte le potenzialità per essere più verde che mai, ma sta a noi saper sfruttare questi nuovi mezzi tecnologici e ripensare le nostre abitudini nel modo più sostenibile possibile.

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