Il contesto europeo, il primato è al nord

In questo periodo storico dove il tema dell’eco-sostenibilità è centrale nel dibattito pubblico e politico, il settore della mobilità elettrica in Europa è in pieno sviluppo: la lezione arriva naturalmente dai paesi nordici, che vantano la quota di veicoli elettrici più alta (sul totale di quelli acquistati) non solo in Europa ma a livello mondiale. Le nazioni leader in questo senso sono Norvegia, Islanda e Svezia, dove l’elettrico detiene rispettivamente percentuali del 39%, 11,7% e 6,3% in rialzo nel 2020 (dati OECD/IEA).

La Norvegia in particolare, forte di una scelta politica chiara ed improntata a ridurre al minimo le emissioni di CO2, ha visto le vendite in questo mercato crescere del 30,8% nel 2019, rendendola la prima nazione al mondo nel settore della mobilità sostenibile. A rendere questo primato possibile tuttavia non è soltanto la forte attenzione al tema green che caratterizza il paese, ma anche un complesso sottobosco di sussidi e agevolazioni fiscali volti a rendere questo tipo di tecnologia più accessibile rispetto alla media di mercato.

La situazione globale tra Cina e USA

Contrariamente a quanto si possa immaginare, una delle nazioni che sta investendo ingentemente nel mercato della mobilità green è la Cina, che, dopo gli Stati Uniti, rappresenta il secondo paese al mondo per gli investimenti nel settore.

È interessante notare come in questo caso oltre il 90% degli investimenti non arrivi da imprese operanti nella produzione di automobili ma, bensì, da imprese attive nel settore tecnologico, prova della crescente importanza delle componenti digitali all’interno del trasporto pubblico e privato. Attualmente la Cina si posiziona dopo Norvegia e Svezia per quanto riguarda la diffusione dei veicoli elettrici, evidenziando la chiara emersione di un modello valido di mobilità elettrica.

Non altrettanto positivi sono i dati provenienti dagli Stai Uniti, che sembrano sottolineare una scelta ancora non unanime sull’adozione della e-mobility, nonostante gli investimenti nel settore. Lo stato federale ha infatti annunciato nel 2018 una revisione degli standard per i veicoli tradizionali che favorisce, in ultimo, l’utilizzo dei carburanti più inquinanti. Nella nazione a stelle e strisce esistono sicuramente casi studio virtuosi, come Tesla di Elon Muks, ma, complessivamente, gli USA risultano indietro a livello globale, complice il basso costo dei carburanti tradizionali e le scelte diverse dei singoli stati che non favoriscono un forte passaggio all’elettrico.

E in Italia?

Per gli italiani il mezzo di trasporto prediletto rimane la macchina, a sceglierla, secondo degli studi condotti dal CENSIS, sono infatti il 65% dei cittadini, tuttavia negli ultimi anni si sta assistendo ad una sempre maggiore attenzione verso il tema del car sharing ecologico.

Leader in questo campo è senza dubbio Milano, che nel 2018 ha pubblicato dei bandi per incentivare l’acquisto di veicoli ecologici, soprattutto in vista della recente attivazione della nuova Area B, che blocca i mezzi più inquinanti. Milano di fatto rappresenta, in ambito nazionale, un laboratorio e contemporaneamente il mercato più importante dove sperimentare nuove forme di mobilità, in prospettiva di quello spostamento di percezione dal concetto di proprietà a quello di condivisione.

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