La mobilità è un tema da sempre importante per Milano e, adesso che l’eco-sostenibilità sta diventando sempre di più un elemento caro ad aziende e imprese, il capoluogo meneghino ha deciso di diventare il punto di riferimento italiano per quanto concerne la svolta green, una svolta che vede la mobilità pubblica come uno dei suoi passaggi fondamentali.

La rivoluzione parte dal trasporto pubblico

Atm naturalmente è la prima a raccogliere il testimone, cominciando ad attuare quella che può essere definita a tutti gli effetti una vera e propria rivoluzione aziendale. Il progetto è tanto ambizioso quanto nobile negli intenti: rendere l’intera azienda Atm ecosostenibile, non solo quindi rinnovando interamente il parco dei veicoli, ma anche introducendo tecnologie pulite e modificando i processi a tutti i livelli.

L’acquisto di energia certificata da fonti rinnovabili, l’implementazione della tecnologia necessaria a recuperare energia in fase di frenata dei mezzi e l’utilizzo di acque reflue depurate sono solo alcuni degli interventi che verranno attuati per ridurre al minimo gli sprechi e l’impatto ambientale dell’azienda di trasporti.

La domanda sorge però spontanea: con il totale passaggio ai motori elettrici come impatterà sul territorio l’esigenza di creare ampi piazzali per le centraline di ricarica? Atm non si fa trovare impreparata neanche sotto questo punto di vista, infatti nel progetto è prevista la realizzazione di un deposito sotterraneo dove gli autobus potranno ricaricarsi senza che venga deturpato il paesaggio urbano milanese.

Il trasporto pubblico può essere considerato la spina dorsale della mobilità sostenibile, basti pensare che, già oggi, il 72% di chi si muove a Milano lo fa su mezzi elettrici, dato che aumenterà progressivamente da qui al 2030, anno in cui è prevista la totale sostituzione dei veicoli a gasolio. Inoltre la riduzione dell’inquinamento derivante dai mezzi di trasporto consentiranno di rafforzare il sistema delle piste ciclabili, andando a recuperare metri di superficie da destinare alle aree pedonali (dati recenti mostrano come negli ultimi 10 anni i milanesi abbiano modificato le loro abitudini preferendo in percentuale sempre maggiore il trasporto pubblico).

Un modello da imitare

Non è da sottovalutare infine anche la valenza culturale del progetto che si propone di avviare un processo di informazione in grado di modificare l’approccio dei cittadini alla mobilità, soprattutto per quanto riguarda la percezione delle potenzialità dell’energia elettrica, applicata ad altri settori che si avvalgono di mezzi di trasporto come i taxi e i mezzi commerciali, portando quindi ad una sensibilizzazione generale rispetto al tema ecologico e alla riduzione delle polveri sottili, attualmente presenti in misura superiore a quanto consentito dai regolamenti comunitari.

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