“Dobbiamo riappropriarci del gusto per il cibo sano e per fare questo è necessario fare una ricerca dei contadini e degli alimenti che ci fanno davvero bene”. Matteo Fiocco ha 36 anni è originario di Cellatica, in Franciacorta (Brescia), e proprio lì nel 2013 ha acquistato un terreno e ha iniziato a fare il contadino, affiancando alla sua attività di agricoltore la divulgazione del suo lavoro sul canale Youtube, dove si fa chiamare “Matt the Farmer”.
Ora su tutti i social è seguito da oltre 600 mila follower e, oltre a raccontare la sua attività lavorativa quotidiana, diffonde informazioni sull’importanza del mangiare sano e del vivere nella natura rispettandola sempre.
Noi siamo riusciti ad intervistarlo proprio in questi giorni. Per scoprire cosa ci ha detto, non vi resta che continuare a leggere il nostro articolo!
1. Quale è la sua esperienza precedente e come è nata l’idea di “Matt the Farmer“?
Io prima ero un insegnante di religione, ma in realtà l’insegnamento, la passione che ho per la cucina e quella per il buon cibo si sono sempre intrecciate e negli ultimi anni hanno preso una direzione più precisa. A me è sempre piaciuto coltivare: trovo affascinante il fatto che tu pianti un piccolo seme e poi puoi riuscire a raccogliere anche 5 chili di pomodori in una stagione. In più mi è sempre interessato scoprire e analizzare gusti nuovi: la profondità che riesce ad avere qualunque sapore con piccole accortezze è fantastica. Inoltre, vengo da studi filosofici e agli albori della filosofia ci sono i pre-socratici che erano dei naturalisti spettacolari.
Poi, mi sono sposato, è nata mia figlia e mi sono chiesto: come voglio farla crescere? La risposta l’ho avuta subito chiara: mi piacerebbe avere un pezzo di terra dove fare il mio orto, avere il mio vigneto, 3-4 galline che mi danno uova buone e uno spazio per passare il sabato e la domenica con gli amici. Quindi, nel 2013 è partito il progetto “Matt the Farmer”: ho comprato un terreno di circa 500 metri quadri in Franciacorta, a Cellatica, e ho iniziato a raccontare quello che facevo.

2. Dal 2022 ha trasformato il suo progetto in un’azienda agricola. Come si chiama e come è strutturata?
Si chiama “Stato Brado” e ho deciso di farlo perché mi ero accorto di essere arrivato ad un livello molto alto di coltivazione e volevo rendere aperto a tutti quello che facevo, anche a livello culinario: quindi, sono iniziate le collaborazioni con importanti chef, per esempio con Stefano Cerveni e Alberto Gipponi. È partito con loro un percorso perché mi sono reso conto che, come i sommelier con il vino, mi servivano i “sommelier dell’ortaggio”, gli chef.
Ora stiamo coltivando circa tre ettari e mezzo tra orticole, uliveto e vigneto: spero di allargarla sempre di più. La community social è una sorta di vetrina che ci aiuta a sostenerla dal punto di vista commerciale e pubblicitario.
3. Il vostro metodo agricolo è vicino a quello rigenerativo. Ci spiega come funziona concretamente nei suoi terreni?
Secondo me le etichette in natura sono storture perché è in continuo cambiamento. In ogni caso, i nostri principi sono quelli dell’agricoltura rigenerativa: lavorazione minima del terreno, pascolo degli animali, rotazione continua degli ortaggi, una coltivazione molto intensiva ma di varietà differenti, senza utilizzo di prodotti chimici e mezzi pesanti.
4. Ha anche alcuni animali. Giusto?
Sì, galline e pecore che faccio pascolare in modo razionale: a fine raccolto entrano in campo e vanno a pulire il terreno. Tutto è come una macchina ben oliata che continua a girare e rigenera il terreno che non sta mai fermo.
5. Quali sono i contenuti dei suoi video?
Principalmente racconto quello che faccio ogni giorno: dagli incontri con le persone e gli altri agricoltori, ai trucchi di come coltivo gli ortaggi. Insomma, sto rendendo accessibile il dietro le quinte dell’agricoltura e per me è la cosa più intelligente.
6. Quale messaggio vuole lanciare alla cittadinanza in merito all’importanza di un’agricoltura sostenibile?
Il mondo non ha bisogno di noi e dobbiamo salvarci perché, se continuiamo così, sopravviviamo ma viviamo male. Dobbiamo sempre di più riappropriarci del gusto per il cibo sano e per fare questo dobbiamo fare una ricerca dei contadini e degli alimenti che ci fanno bene.
Bisogna spendere sempre più tempo per questo quando andiamo a comprare il cibo, senza utilizzare criteri come il prezzo basso o la comodità. Venite a trovare me o cercate colleghi che sono nel territorio e fanno il mio stesso lavoro: questo migliora totalmente la nostra vita.
