Ancora una volta sembra che tutto sia partito da un’idea di Elon Musk che avrebbe coniato il termine “Gigafactory” nel 2013. Subito dopo Tesla si sarebbe data da fare per trasformare il concetto in realtà. Infatti, nel 2014 è stata aperta la prima di queste particolari fabbriche in Nevada (alimentata a energia solare).

La descrizione di Gigafactory

Ma cos’è una Gigafactory? Si tratta di un sito produttivo di grandi dimensioni per la produzione delle batterie al litio delle automobili elettriche. Letteralmente, parliamo di una “fabbrica di giga(watt)” e la caratteristica principale è quella di assicurare la fornitura di celle per le case automobilistiche.

Gli investimenti dell’Unione Europea

Un esempio, quello di Tesla, che ora ha deciso di seguire anche l’Unione Europea. “Sono fiducioso – ha affermato nel novembre scorso il vicepresidente della commissione europea Maroš Šefčovič – che entro il 2025 l’Ue sarà in grado di produrre abbastanza batterie per soddisfare le esigenze dell’industria automobilistica europea e persino per costruire una nostra capacità di esportazione”. Parole importanti che mostrano chiaramente la strada che si vuole intraprendere.

Così, proprio per concretizzare quanto espresso a parole, nel gennaio 2021 la commissione europea ha approvato un piano di aiuti pubblici da 2.9 miliardi di euro per il progetto European Battery Innovation, che punta a sostenere ricerca e innovazione in tutta la catena delle batterie. Un progetto ambizioso che coinvolgerà 50 aziende tra Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svezia.

Le Gigafactory in Europa

Tornando, invece, alle Gigafactory, quante ce ne sono in Europa? A questa domanda ha risposto l’azienda energetica svizzera Repower in una sua recente pubblicazione: “Ad oggi sono in costruzione circa 15 Gigafactory che nel 2025 potranno essere in grado di fornire celle per alimentare 6 milioni di auto elettriche”.

Ciliegina sulla torta: costruire queste grandi “fabbriche di giga” conviene non solo dal punto di vista della sostenibilità ma anche da quello economico e occupazionale. Lo dicono i numeri: secondo la multinazionale di consulenza strategica McKinsey, infatti, con 1200 gigawattora all’anno di domanda nel 2040, il solo mercato delle celle varrebbe 90 miliardi di euro l’anno e si potrebbero creare circa 250 mila posti di lavoro.

Inoltre l’elemento più innovativo delle Gigafactories dell’UE è l’impiego di energia per la produzione delle celle agli ioni di litio proveniente da fonti rinnovabili come l’energia eolica, idroelettrica e solare, per ridurre  al minimo l’impronta di Co2.

E in Italia?

Breve ma doverosa parentesi sul nostro Paese: Italvolt, investendo 4 miliardi di euro, costruirà la prima Gigafactory in Italia (nello specifico, nell’area dell’ex Olivetti di Scarmagno, in Piemonte), che con 300 mila metri quadrati previsti e una capacità iniziale di 45 GWh (che potrà raggiungere i 70 GWh) si candida a diventare la più grande in Europa.

Quando? La prima fase del progetto sarà completata entro la primavera 2024. L’impianto potrà dare lavoro a circa 4000 persone, arrivando a 15 mila con l’indotto.

Quindi la strada che è stata tracciata da Tesla ora è stata intrapresa anche dall’Unione Europea (con l’Italia in testa). Un percorso che conduce ad uno sviluppo sempre più massiccio della mobilità sostenibile, finalmente anche nel vecchio continente.

Share.
GUIDASOSTENIBILE_ICO

Le informazioni sono raccolte attraverso siti di parti terze. Guida Sostenibile non si assume la responsabilità della loro veridicità. Consigliamo un confronto con le case produttrici prima di effettuare un acquisto.
Per informazioni scriveteci a info@guidasostenibile.it per contattare la redazioni scrivete a redazione@guidasostenibile.it

Project by