Se paragonassimo l’idrogeno ad una persona, lo potremmo definire fin troppo “socievole” perché in natura non si trova mai da solo, ma è sempre legato ad altri elementi (ad esempio, l’acqua); per questo si tratta di un vettore energetico e non di una fonte d’energia. Un’altra particolarità consiste nel fatto che, nonostante sia incolore, venga sempre affiancato da aggettivi che ne definiscono la tonalità; lo si fa per descrivere con semplicità e immediatezza il modo in cui viene estratto dalle molecole in cui è combinato.

I vari “colori” dell’idrogeno

Ecco che allora l’idrogeno verde è quello che si produce dall’acqua tramite elettrolisi, in speciali celle elettrochimiche alimentate da elettricità prodotta da fonti rinnovabili (ad esempio, il fotovoltaico), mentre l’idrogeno blu è estratto da idrocarburi fossili dove l’anidride carbonica che risulta dal processo viene catturata e immagazzinata, senza essere liberata nell’aria; cosa che, invece, avviene con l’idrogeno grigio. C’è poi l’idrogeno nero, estratto dall’acqua usando la corrente prodotta da una centrale elettrica a carbone o petrolio, e l’idrogeno viola, estratto dall’acqua utilizzando la corrente prodotta da una centrale nucleare.

L’idrogeno verde è rinnovabile e green

All’interno di questo ventaglio cromatico, però, il vero idrogeno rinnovabile e “green” (d’altronde lo dice la parola stessa) è quello verde, che potrà ricoprire un ruolo importante nella cosiddetta transizione ecologica. L’obiettivo, quindi, è quello di incrementarne la produzione e per farlo è la stessa commissione europea che raccomanda lo sviluppo di progetti su larga scala, proponendo una crescita in 3 fasi:

  1. installare 6 GW di elettrolizzatori entro il 2024 e produrre fino a 1 milione di tonnellate di idrogeno verde;
  2. installare 40 GW di elettrolizzatori entro il 2030 e produrre fino a 10 milioni di tonnellate;
  3. far raggiungere la maturità all’idrogeno verde tra il 2030 e il 2050, grazie anche ad un’abbondante produzione di energia rinnovabile.

Gli investimenti di Enel

Indispensabile, poi, che diventi più conveniente (oggi costa tra i 2,5 e i 5,5 euro al chilo, mentre quello blu 2 euro e quello grigio 1,5 euro*) e per farlo è importante che aumenti la produzione, anche grazie gli investimenti di vari soggetti. Da questo punto di vista, Enel sta sviluppando una serie di progetti per la produzione di idrogeno verde con l’installazione di elettrolizzatori alimentati da energie rinnovabili, situati vicino ai siti di consumo, prevedendo di aumentare la propria capacità di idrogeno verde a oltre 2GW entro il 2030. Enel prevede inizialmente l’avvio delle attività in Italia, Cile, Spagna e Stati Uniti.

Gli utilizzi dell’idrogeno verde

Ma dove sarà utilizzato l’idrogeno verde? Risulta promettente per i trasporti pesanti, come i camion per le lunghe percorrenze, treni passeggeri e navi; ma anche per la decarbonizzazione di alcuni settori dell’industria pesante (ad esempio, siderurgico e petrolchimico).

*Valori riportati nel rapporto Future of hydrogen dell’Agenzia internazionale dell’energia.

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