La cultura nutre la mente, ma che impatto ha sul pianeta? Spesso pensiamo al libro come a un oggetto “puro”, quasi privo di peso ecologico. Eppure, la filiera editoriale tradizionale comporta un consumo significativo di risorse: dal taglio degli alberi al consumo idrico ed energetico delle cartiere, fino alle emissioni legate ai trasporti e al delicato tema delle rese (i libri invenduti che finiscono al macero).

Fortunatamente, una nuova sensibilità si sta facendo strada. L’editoria sostenibile non è più una nicchia, ma una necessità concreta. Scopriamo insieme come sta cambiando il mondo dei libri e cosa possiamo fare, come lettori, per fare la differenza.

I pilastri dell’editoria sostenibile

Per potersi definire davvero “green”, una casa editrice o un progetto editoriale deve agire su diversi fronti. Per quanto riguarda la carta utilizzata, meglio preferire quella proveniente da foreste gestite in modo responsabile (certificata FSC o PEFC) o, ancora meglio, quella riciclata al 100%, per ridurre drasticamente l’impronta ecologica del volume.
Un altro aspetto da non trascurare è quello dell’inchiostro: rispetto a quelli tradizionali a base di petrolio si può optare per inchiostri a base vegetale (come soia o lino), che facilitano anche il riciclo della carta e non rilasciano sostanze chimiche nocive nell’ambiente.
Uno dei problemi più gravi dell’editoria tradizionale rimane, infine, la sovrapproduzione: stampare solo le copie necessarie (print-on-demand) o calibrare attentamente le tirature può evitare lo spreco di tonnellate di carta che altrimenti finirebbero al macero.

Il grande dilemma: carta o digitale?

Questa è una delle domande più frequenti tra i lettori ecologisti: meglio un libro cartaceo o un e-reader? La risposta, in realtà, dipende dalle nostre abitudini di lettura.
Il libro di carta ha, in fase produttiva, un costo ambientale elevato, ma zero consumi successivi e una durata potenzialmente secolare. È la scelta migliore per chi legge pochi libri all’anno o ama frequentare le biblioteche.
L’e-reader ha un costo ecologico di produzione altissimo (è necessaria l’estrazione di metalli rari, l’impiego di plastica, è dotato di circuiti) e consuma energia per ricaricarsi e scaricare i dati. Tuttavia, diventa la scelta più sostenibile se si leggono molti libri all’anno (indicativamente più di 15-20), poiché l’impatto del dispositivo viene “ammortizzato” dal risparmio di carta.

3. Guida pratica per il lettore sostenibile

Come possiamo portare avanti una rivoluzione green attraverso le nostre scelte quotidiane in materia di lettura? Ecco alcuni consigli pratici:

1. Prima di acquistare, controlla le prime pagine del libro per cercare i loghi FSC o PEFC e le note sull’uso di inchiostri vegetali.

2. Sostieni le case editrici virtuose che fanno della sostenibilità il loro manifesto e la mettono in pratica realmente.

3. Sfrutta l’economia circolare (lo stesso concetto di second hand che spopola nel settore della moda), ad esempio scegliendo di prendere i libri in prestito nelle biblioteche, acquistando i volumi usati o scambiandoteli con gli amici. E se, infine, hai libri che non leggi più, non lasciarli a prendere polvere ma donali a scuole, ospedali o biblioteche di quartiere perché abbiano nuova vita.

Leggere è un atto di libertà e crescita personale: renderlo anche un atto di rispetto per la Terra è il regalo più grande che possiamo fare al nostro futuro.

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