6 volte più potente, 5 volte la quantità di energia prodotta rispetto alla precedente, il 16% in più d’autonomia. Lo scorso 22 settembre, in occasione del Tesla Battery Day, Elon Musk ha presentato la batteria 4680 – la cella Tesla 4680 – e lo ha fatto partendo dai tre numeri sopracitati. Queste vere e proprie celle rivoluzionarie, che assicurano anche una riduzione dei costi per kilowatt-ora, potrebbero arrivare sul mercato entro due anni, permettendo a Tesla di raggiungere un ambizioso obiettivo: lanciare un’auto elettrica a 25 mila dollari nel 2023.

Addio al cobalto

Cerchiamo di capire meglio cosa sono le celle 4680. Innanzitutto (come spiega nel dettaglio il sito hdmotori.it) il catodo è importante perché determina la qualità delle batterie a livello di densità energetica, vita della batteria, prestazioni e sicurezza. Nella storia delle auto elettriche ci sono state batterie al litio con ossido di Manganese o litio con ossido di Nichel-Manganese-Cobalto. Tesla, con le sue ultime celle, vuole dire addio al cobalto: i catodi, infatti, saranno ad alto contenuto di nichel proprio in un’ottica di riduzione dei costi (l’obiettivo è tagliare del 50% quelli di produzione) ma senza perdere la qualità: la lavorazione del nichel, infatti, lo rende simile al cobalto in termini di proprietà fisiche.

La forma e il design tabless delle batterie

Per quanto riguarda la forma, invece, Tesla ha scelto celle cilindriche per puntare sulla maggiore densità energetica e un maggior numero di ricariche. Mentre il design tabless permette di ridurre il percorso degli elettroni di 5 volte, incrementando la potenza. 

Le tempistiche del progetto

In generale, però, bisogna comprendere che Elon Musk non punta su un’unica rivoluzionaria innovazione, ma su tante incrementali: dimezzare il costo della produzione delle celle, aumentare l’autonomia, ridurre l’energia utilizzata in produzione, ridurre l’impronta delle fabbriche, aumentare la velocità di produzione delle celle, rendere più pulito il processo di estrazione dei materiali, ridurre la dipendenza dal problematico cobalto e integrare le celle nella struttura del veicolo per rendere il pacco batterie un elemento strutturale e sicuro. Se riuscirà in questo suo ambizioso progetto, allora si riuscirà davvero a produrre l’auto elettrica alla portata di tutti (al prezzo di 25 mila dollari).

In ogni caso, bisognerà ancora attendere un po’ di tempo: serviranno 12/18 mesi per l’implementazione delle novità annunciate, altri 6/8 mesi per un paio di revisioni e 3/4 anni per arrivare a regime. Tempistiche che potranno anche ridursi se ci saranno eventuali nuovi contributi.

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