“Non essere sostenibili sarà sempre più insostenibile”. È lo slogan dell’azienda agricola “Le Selvagge” di Nembro che è stata fondata nel 2020 da Marco Rossi e, come si legge sul sito web ufficiale, “mette al centro il valore etico del cibo, l’ambiente, il benessere animale e il territorio”, puntando ad una sostenibilità a 360 gradi. La proprietà si sviluppa su 9 ettari di bosco, dove 4500 galline livornesi (di colore bianco così come le uova) razzolano libere.

Per scoprire di più, noi abbiamo intervistato l’amministratore, il ventiseienne Cesare Cugini.

1. Ci può raccontare il suo percorso?

Io sono originario di Albino, mi sono laureato in magistrale in Scienze agrarie nel 2022 e proprio due giorni dopo la laurea ho iniziato a lavorare per l’azienda agricola “Le Selvagge”, entrandoci in contatto tramite Marco Rossi che l’ha fondata nel 2020: nel giro di poco ha creduto in me e mi ha delegato la parte operativa e gestionale. Ad oggi Marco si occupa della parte commerciale e Massimo Faravelli è il presidente e il mio punto di riferimento.

2. Ci sono altri dipendenti?

In totale otto, la maggior parte tra i 20 e i 35 anni, e sono il cuore vero dell’azienda: stiamo crescendo anche grazie a loro e alla loro passione.

3. Puntate molto sulla sostenibilità a tutto tondo. Quale è la vostra filosofia aziendale e il vostro obiettivo?

Il nostro obiettivo è quello di vendere non un uovo qualsiasi ma un progetto. I nostri pilastri sono: il benessere animale, con le galline libere di razzolare nei nostri sottoboschi, trattate (solo se serve) con omeopatia e spazi interni ed esterni adeguati che ci portano ad una certificazione biologica.

Poi puntiamo sulla sostenibilità: ambientale (da quest’anno abbiamo pannelli fotovoltaici per alimentare i nostri macchinari e ricaricare i nostri 3 furgoni 100% elettrici che utilizziamo per le consegne ai clienti), sociale (collaboriamo con la cooperativa sociale “San Martino” di Alzano, che ci aiuta nella realizzazione di una confezione speciale, e con la cooperativa sociale “Chimera” di Albino che ci dà una mano nei lavori di giardinaggio, raccolta uova, pulizia dei furgoni).

4. Cosa l’ha portata ad avvicinarsi al mondo della sostenibilità?

Il sogno sia rurale che imprenditoriale che ho sempre avuto era quello di realizzare e gestire un’azienda agricola non classica ma che puntasse a differenziarsi per il benessere animale e la sostenibilità. Ho avuto la fortuna di conoscere questa realtà e devo fare i complimenti ai soci che mi hanno dato fiducia e ad oggi me la rinnovano.

Quindi, sono riuscito a realizzare il mio sogno senza doverlo costruire da zero ma in un’azienda già avviata: ci voleva solamente tanta passione, voglia di fare e di mettersi in gioco.

5. Quale è la sua giornata tipo in azienda?

In alcuni periodi, soprattutto quando arrivano galline nuove, sto più in allevamento, in altri (come durante le festività) supporto al centro imballo e in altri ancora mi dedico di più ai dipendenti e alla gestione strategica.

6. Quali sono i progetti futuri?

Ad oggi consegniamo principalmente nella bergamasca, ma anche a Milano, Brescia, lago di Garda, Cremona, Como-Lecco, Monza Brianza. L’idea è cercare di replicare tanti piccoli allevamenti come quello di Nembro, che non significa industrializzarsi ma dare vita a nuovi progetti che devono mantenere la stessa filosofia. In ogni caso, condividerò sempre tutto con Massimo, mio punto di riferimento.

7. Vuole lanciare un messaggio ai lettori dal punto di vista della sostenibilità?

Quando fate la spesa non fermatevi al prezzo ma informatevi bene anche sul progetto che sta dietro ai prodotti.

In ultimo, quello che mi sento di dire è di appassionarvi a tutto quello che fate perché, aggiungendoci impegno e voglia di fare, tutto poi viene da sé.

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