Emettono solo vapore acqueo, hanno un’elevata autonomia e i tempi di ricarica sono brevi. Parliamo delle auto alimentate a idrogeno che potrebbero rappresentare il futuro della mobilità sostenibile, in alternativa alle elettriche pure.

Il loro funzionamento

Ma come funzionano?

Innanzitutto, anche le automobili a idrogeno vengono alimentate da un motore elettrico ma, a differenza degli altri veicoli elettrici; producono da sole l’energia e lo fanno senza prelevarla da una batteria integrata (come avviene nel caso degli altri mezzi green, che si ricaricano collegandoli a una presa elettrica esterna).

In pratica, questi veicoli per il loro funzionamento sfruttano una cella a combustione posizionata al centro dell’auto, i serbatoi in fibra di carbonio (la cui struttura è spessa e sicura, come dimostrato da numerosi crash test) che contengono l’idrogeno e possono resistere a pressioni fino a 700 bar e uno o più motori elettrici.

Ed è proprio all’interno della cella a combustione che avviene il processo chimico dell’elettrolisi inversa, il quale permette di ottenere l’energia elettrica dall’unione tra idrogeno e ossigeno; gli unici scarti della reazione chimica che viene prodotta sono il calore e l’acqua, che fuoriesce dal terminale di scarico sotto forma di vapore acqueo (quindi senza emissioni inquinanti).

I vantaggi e gli svantaggi

Come ogni novità, anche questa porta con sé pregi e difetti.

Partiamo dai vantaggi. Le auto alimentate a idrogeno hanno una maggiore autonomia: con un serbatoio pieno di idrogeno, infatti, si possono percorrere circa 500 Km. Inoltre il tempo di ricarica è breve; se le auto elettriche richiedono da 30 minuti a parecchie ore per poter essere ricaricate, il serbatoio dell’idrogeno invece si riempie in soli 5 minuti. Altro punto a favore per i veicoli a idrogeno rispetto alle elettriche pure: l’autonomia non è condizionata negativamente dalle temperature fredde.

Passiamo ora agli svantaggi. Ad oggi ci sono davvero pochissimi distributori per fare il pieno. In Italia ne risulta attivo soltanto uno a Bolzano, mentre un altro a Mestre (Venezia) è in fase di attivazione. Altri svantaggi di questi mezzi: i prezzi (attualmente un’auto del segmento medio costa circa 70 mila euro) e i serbatoi dell’idrogeno che occupano troppo spazio e non permettono la produzione di auto compatte e i costi di gestione (attualmente in Italia un Kg di idrogeno, con il quale un’auto può percorrere circa 100 Km, costa 13 euro: quasi il doppio dei costi al Km per le auto elettriche, ma sicuramente minori rispetto ai veicoli tradizionali).

La domanda condiziona l’offerta

Finché la rete di distributori di idrogeno sarà così rarefatta, – spiega Axel Rücker, Program Manager Hydrogen Fuel Cell del gruppo Bmw – la scarsità della domanda dei clienti non consentirà di avviare una produzione in serie redditizia di auto a celle a idrogeno. E fino a quando non ci saranno abbastanza auto a idrogeno sulle strade, chi gestisce la rete dei distributori sarà restio ad ampliarla“.

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