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La transizione verso la mobilità elettrica tramite i sistemi di ricarica Daze Technology.

Abbiamo incontrato Andrea Daminelli e Giacomo Zenoni, fondatori di Daze Technology, l’azienda di Almenno San Bartolomeo (BG) che progetta e distribuisce sistemi di ricarica per le auto elettriche, con un occhio rivolto al futuro della ricarica automatica conduttiva.

Ecco cosa ci hanno raccontato.

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Guida alla scelta di una wallbox

wallbox

La wallbox è un dispositivo che permette di ricaricare le batterie delle auto elettriche o ibride plug-in prelevando energia dall’utenza di casa per poi trasmetterla all’automobile attraverso un cavo. Si tratta di una soluzione di ricarica domestica che ha dimensioni compatte e viene montata a parete.

Perché acquistare una wallbox?

La domanda sorge spontanea, visto che le auto elettriche possono essere ricaricate anche da una comune presa da muro. La wallbox, però, consente di caricare fino a 7,5 kW di potenza in monofase, contro 2 kW con cavo standard. In trifase riesce ad arrivare fino a 22 kW. Inoltre si evitano surriscaldamenti e guasti alle prese, quando sottoposte a prolungati carichi a 10 Ah.

Come scegliere l’impianto adatto a voi?

Per comprendere, invece, quale possa essere la wallbox più adatta alle vostre esigenze, la prima considerazione da fare è che bisogna sceglierla in base alla vettura che si possiede, soprattutto al tipo di caricatore di bordo; infatti, se installate una wallbox con impianto molto più potente rispetto a quello del caricatore di bordo, la vostra spesa risulterà essere più alta, ma non vi porterà alcun beneficio.

Poi è importante che pensiate a quanto frequentemente guidate il vostro mezzo green; se lo utilizzate poco e per percorrenze modeste potete anche permettervi di acquistare un dispositivo con bassa potenza.

La gestione del consumo energetico domestico

Passando al consumo energetico domestico, esistono impianti che consentono anche di regolare l’amperaggio, con la possibilità di scegliere la potenza erogata da un minimo di 6A a un massimo di 32A, proprio per trovare il giusto compromesso tra le esigenze di ricarica e quelle dell’utilizzo di altri elettrodomestici, evitando così di sovraccaricare l’impianto.

Può anche essere utile la funzione che permette di programmare la ricarica in una specifica fascia oraria, dando la possibilità di ricaricare l’auto quando non utilizzate altri elettrodomestici.

Solitamente la potenza massima erogata del contatore domestico è di 3 kW; se attivate contemporaneamente molti elettrodomestici e volete anche caricare agevolmente il vostro veicolo con la wallbox, potete chiedere al vostro fornitore l’aumento della potenza del contatore.

Ma quanto costa? Dal 2017 sono stati ridotti i costi, con l’introduzione di incrementi a scaglioni di 0,5 kW. Si tratta di cifre una tantum (valide per il periodo 2020-2023):

  • 55,66 euro per ogni kW di incremento (entro i 6 kW, fino 31 dicembre 2023);
  • 70,41 euro per ogni kW di incremento (superiore ai 6 kW o dopo 31 dicembre 2023);
  • 25,81€ euro contributo in quota fissa (fino al 31 dicembre 2023 questo contributo non è dovuto).

I prezzi

Quanto costa una wallbox? Generalmente, i prezzi per l’acquisto e l’installazione variano tra 900 e 1.500 euro. Ci sono anche molte case automobilistiche che, nel caso dell’acquisto di una nuova auto elettrica o plug-in, la forniscono in omaggio o comunque a prezzi scontati.

Ricordiamo che l’ecobonus prevede il rimborso al 50% in dieci rate annuali (i rimborsi avvengono attraverso uno sconto in dichiarazione dei redditi), mentre il superbonus 110% la può finanziare interamente, ma solo se è compresa in un insieme di altri interventi trainanti.

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Tecnologia

Spazio all’intelligenza artificiale con l’Al Day di Tesla

AI day tesla

“Luogo dove si segue la via”. È questo il significato letterale della parola giapponese Dojo, nome utilizzato da Tesla per il suo supercomputer, di cui la casa automobilistica non ha ancora svelato i dettagli.

Proprio questi dettagli potrebbero emergere a breve, durante un nuovo evento che ha intenzione di organizzare Tesla dal nome “Al Day”, probabilmente verso la fine di luglio.

Un evento che seguirebbe il “Battery Day” dello scorso settembre, durante il quale il fondatore della casa automobilistica americana Elon Musk aveva annunciato novità riguardanti una superbatteria sei volte più potente e un’auto elettrica al prezzo di 25 mila dollari (circa 21 mila euro).

Ora sembra stia arrivando il momento di una nuova manifestazione, che renderà ancora più evidente il fatto che Tesla è il “luogo dove si segue la via” dell’innovazione tecnologica.

Cos’è il supercomputer Dojo?

L’evento Al Day illustrerà i nuovi progetti in tema di software e intelligenza artificiale; tra questi c’è il supercomputer Dojo, un progetto preannunciato lo scorso agosto che si basa su una macchina ad auto apprendimento in grado di processare un’enorme quantità di video dati.

Obiettivo: sviluppare più velocemente l’intelligenza artificiale del sistema Autopilot.

Il funzionamento di Dojo

Ma come funzionerebbe questo sistema? Secondo le informazioni che emergono dal brevetto, dovrebbe utilizzare due reti neurali (modelli matematici composti da “neuroni” artificiali che si ispirano al funzionamento biologico del cervello umano) per analizzare il panorama circostante utilizzando esclusivamente le telecamere.

Già in occasione della presentazione dei risultati finanziari dell’ultimo trimestre del 2020, Elon Musk aveva ipotizzato che i servizi di Tesla potrebbero essere commercializzati ai clienti come optional ed è molto probabile che ulteriori informazioni in merito verranno fornite proprio durante l’Al Day.

La guida autonoma

Dojo, per operare sulle auto elettriche al massimo del suo potenziale, avrà bisogno di un nuovo chip che Tesla sta sviluppando proprio per gestire le funzioni di guida autonoma; quasi sicuramente si parlerà anche di questo e della nuova full self-driving (che già alcuni clienti stanno sperimentando) durante l’attesissimo Al Day, di cui manca solo la conferma ufficiale.

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Una guida per ricaricare l’auto elettrica a casa

Ricarica Elettrica Casa

Secondo una recente indagine di JD Power, l’88% dei proprietari di auto elettriche afferma di ricaricarle a casa “spesso” o “sempre”. Una percentuale importante che dentro di sé racchiude moltissimi automobilisti, i quali, probabilmente, si chiedono anche quale sia il modo migliore per rifornire la propria auto con un impianto domestico.

Così, proprio per fare un po’ di chiarezza, abbiamo pensato di stilare una sorta di vademecum per provare a rispondere alle domande che si pone chi vuole ricaricare a casa la propria auto green.

Alcuni consigli

1. Innanzitutto, non è obbligatorio per legge dotarsi di una wallbox (o colonnina) ma si può utilizzare anche la normale presa di corrente, anche se la colonnina è consigliabile perché consente di rifornirsi in maniera più intelligente e sicura; in alcuni casi, inoltre, grazie alla tecnologia la carica si può gestire a distanza, scegliendo gli orari in cui l’energia costa meno.

2. Per chi ha la possibilità di ricaricare allacciandosi al proprio impianto principale non è necessario installare un secondo contatore, mentre le cose cambiano se si abita in un condominio; in questo caso si può ricaricare nel proprio garage senza alcuna delibera condominiale, ma bisogna disporre di un secondo contatore (generalmente è una seconda utenza, con tariffe più care).

3. È consigliato aumentare la potenza massima erogata dal proprio contatore, passando dai 3 ai 6 kW. I costi per questo tipo di intervento si aggirano attorno ai 200-300 euro e variano in base al fornitore di energia.

4. Prima di acquistare la wallbox (che, per praticità, consigliamo di comprare presso il fornitore d’energia o il venditore della vettura) verificare a quale potenza può essere ricaricata la vostra auto.

I costi

Ma quanto costa ricaricare a casa? Dipende dalla capacità della batteria: generalmente i costi si aggirano intorno ai 20-22 centesimi per kWh e con 1 kWh si percorre da un minimo di 4 km fino a 7-8 km. Per fare qualche esempio: la Smart EQ ha una batteria da 18 kWh e il rifornimento, quindi, costa meno di 4 euro. Mentre la Tesla Model S ha una batteria da 100 kWh: in questo caso, la spesa per la ricarica supera i 20 euro.

I tempi

Il consiglio è di non fare scendere l’auto sotto il 20% di carica: partendo da questa percentuale, quindi, e volendo arrivare all’80% della carica, se la vostra auto ha una batteria da 40 kWh, con un impianto da 6 kW ci vorranno circa 4 ore.

Lo sconto

L’acquisto di una wallbox dà diritto a uno sconto fiscale del 50% sul costo dell’intervento, recuperabile in 10 anni in dichiarazione dei redditi: sono esclusi, però, gli impianti di ricarica domestica più comuni da 3 kW e quindi se si ha un impianto da 3 kW per accedere all’incentivo bisognerebbe chiedere al fornitore l’aumento della potenza contrattuale fino a 7 kW.

In genere, non servono autorizzazioni particolari per installarli, anche se alcuni Comuni interpretano la norma in modo restrittivo e richiedono la Scia (segnalazione certificata di inizio attività): quindi è meglio informarsi prima, magari chiedendo a un tecnico qualificato.

Ricaricare da casa conviene?

La risposta è affermativa perché è vero che richiede più tempo rispetto a quella pubblica (più utile per chi è in viaggio e deve ricaricare in fretta), ma costa meno della metà delle colonnine super veloci, garantisce maggiore autonomia e fa durare le batterie più a lungo.

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