Se è vero che la sostenibilità è diventata un tema strategico nel settore automobilistico, è altrettanto vero che in molti casi viene enfatizzato solo il prodotto finale, ossia l’automobile elettrica. È importante, invece, che questo settore adotti un approccio più complessivo, occupandosi di tutto il ciclo di vita della mobilità, a partire dalla produzione di energie rinnovabili, dalle materie prime e dal loro riciclo, fino ad arrivare, appunto, al veicolo immesso nel mercato. 

Il caso Audi

Particolarmente interessante è il caso Audi. Da un lato, la casa automobilistica si è posta l’obiettivo di produrre automobili prive di acque reflue e neutre di CO2, riducendo del 30% rispetto al 2015 le emissioni di CO2 dell’intero ciclo di vita delle proprie vetture. Dall’altro, vuole rendere la produzione “carbon neutral”, utilizzando quasi esclusivamente energie rinnovabili in tutti i suoi siti produttivi.

Per raggiungere questi traguardi si sta già muovendo concretamente. Per quanto riguarda il primo obiettivo, ad esempio, ha messo in funzione un nuovo centro di approvvigionamento idrico nel sito di Ingolstadt in Baviera che permette, insieme all’attuale impianto di trattamento, di riciclare e trattare per il riutilizzo circa la metà delle acque reflue prodotte nel sito, risparmiando fino a 500.000 metri cubi di acqua dolce ogni anno. Inoltre, per salvaguardare le acque sotterranee, sta raccogliendo sempre più acqua piovana da utilizzare per i servizi.

Passando al secondo obiettivo, Audi in collaborazione con E.ON (società europea del settore delle energie rinnovabili) è impegnata nella costruzione di un parco a energia solare sui tetti dei due centri logistici del suo impianto di Győr in Ungheria, che copre circa 160.000 metri quadri.  

L’attenzione alla sostenibilità nell’assemblaggio

L’attenzione della casa automobilistica tedesca per la sostenibilità si riscontra anche nell’assemblaggio delle vetture, effettuato con estrema precisione. La ridotta e costante distanza tra le lamiere (ad esempio, tra portellone e carrozzeria ma anche in molte altre parti) permette una minore resistenza aerodinamica e, di conseguenza, minori consumi ed emissioni inquinanti.

Per processi produttivi così sofisticati e affidabili “abbiamo a disposizione uno strumento chiamato K-PoWa – ha spiegato al sito lifegate.it l’ingegnere Ralf Hofmeister, dell’Audi Production Lab – che usiamo durante la costruzione della carrozzeria, per analizzare tutta la catena delle operazioni che compongono il processo […]: questo strumento dimostra che cosa significa Industria 4.0 e in che modo i big data possono aiutarci“. 

I dati

I dati ci posso aiutare a mettere più a fuoco il fenomeno della sostenibilità nel settore automobilistico. Partiamo da quelli pubblicati sull’Automobile Industry Pocket Guide di ACEA (Associazione Europea dei Costruttori di Automobili), i quali mostrano un trend positivo, con le emissioni totali di CO2 della produzione automobilistica diminuite di circa il 25% dal 2008 ad oggi.

Invece da uno studio del Capgemini Research Institute emerge che il settore automobilistico è in vantaggio rispetto ad altri comparti sul rispetto degli standard globali di sostenibilità ma, nonostante il 74% dei produttori del comparto abbia una strategia per i veicoli elettrici, solo per il 56% di loro questa è parte integrante della strategia di sostenibilità. 

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