“Ritengo sia indispensabile investire sulla mobilità pubblica urbana. Secondo me l’elettrificazione di una città può far cambiare in meglio la vita delle persone, tenendo conto del fatto che le città rappresentano circa il 2% della superficie mondiale e ad oggi producono più del 70% dell’inquinamento”.

A parlare è il ventiduenne Alessio Culatti che abita nella provincia di Bergamo (ad Almenno San Salvatore) e studia Ingegneria meccanica all’Università degli Studi di Bergamo. Proprio lui un anno fa ha deciso di dare il via ad un progetto che consiste nella progettazione e realizzazione di una monoposto elettrica da corsa, fondando il team E-Racing Bergamo, associazione sportiva che ad oggi coinvolge 70 studenti.

Per scoprire di più, potete leggere la nostra intervista al giovane studente bergamasco!

1. Come è nata l’idea del vostro progetto?

È un’idea nata ormai più di un anno fa perché cercavamo ulteriori stimoli e motivazioni per continuare il nostro complesso percorso di studi. Così, abbiamo visto che altre università avevano iniziato questo progetto che consiste nell’ideazione, progettazione e costruzione di una monoposto elettrica e abbiamo iniziato ad informarci, interfacciandoci con molti professori, fino a quando uno di loro (il prof. Paolo Righettini) ha sostenuto il nostro progetto e lo abbiamo presentato a tutta l’università.

2. Qual è l’obiettivo?

Partecipare nel maggio 2024 alla tappa italiana (a Varano de’ Melegari, provincia di Parma) del campionato di Formula Sae (acronimo di Society of automotive engineers, l’ente nazionale degli ingegneri dell’automotive), competizione universitaria internazionale dedicata proprio alla produzione di una monoposto innovativa: ora abbiamo quasi terminato la fase di progettazione e siamo alla ricerca di sponsor per la realizzazione dell’auto che speriamo di trovare nella bergamasca, anche per un discorso di sostenibilità del progetto.

Abbiamo stimato che il costo complessivo per la costruzione della monoposto si aggiri intorno ai 125 mila euro: per questo lanciamo un appello a chiunque sia interessato ad aiutarci.

3. Quali saranno le caratteristiche tecniche di questo mezzo green?

Avrà un kit da quattro motori con una potenza complessiva di 80 kilowatt (circa 110 cavalli) che permetterà di accelerare da 0 a 100 in circa 2 secondi, mentre la velocità massima sarà limitata a circa 150 km/h, anche perché i circuiti per le gare non consentono di raggiungere velocità più elevate.

4. Come funzionerà il sistema di ricarica?

Non ne abbiamo ancora progettato uno definitivo, ma da regolamento dovremo togliere la batteria dall’auto e collegarle ad un dispositivo di ricarica: nulla ci vieterà di decidere di progettare un sistema che possa ricaricare il mezzo con i pannelli solari, per esempio.

In ogni caso, queste monoposto avranno un’autonomia di circa 25-30 km con batterie da 8.8 kWh e potranno essere ricaricate in circa mezz’ora.

5. Molti scettici della mobilità sostenibile contestano le batterie per i problemi di smaltimento. Cosa ne pensi?

Penso che l’elettrico si innoverà e verranno trovate soluzioni: le batterie non rimarranno quelle al litio che conosciamo ora. Poi, nel momento in cui non sono più utilizzabili per le automobili, si possono sempre riutilizzare come accumulatori di corrente.

6. Per te quanto è importante investire nella mobilità sostenibile?

Da parte di noi studenti c’è una grande sensibilità a questo tema così come per gli organizzatori del campionato Sae che, infatti, valuteranno anche la sostenibilità del progetto. Io ritengo che prima di tutto sia importante partire dalle città, investendo convintamente sulla mobilità urbana sostenibile. 

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