Il 31,7% non sceglie un’auto elettrica per la mancanza di colonnine di ricarica e solo il 16,8% crede in una loro rapida diffusione. Questi dati, diffusi da un sondaggio di Repubblica Motori condotto con il portale AutoXY su più di 21.500 italiani, sono sufficienti per inquadrare il fenomeno e giungere ad una conclusione: per far crescere il mercato delle auto elettriche, è essenziale lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica.

Finalmente, lo stanno comprendendo anche gli esperti del settore e, da questo punto di vista, c’è anche chi propone innovazioni originali. Qui ne trovate alcune.

Le colonnine di ricarica mobili di Volkswagen

Partiamo da Volkswagen che ha messo a punto una colonnina di ricarica mobile con una batteria da 360 kW, che in soli 17 minuti consente di ricaricare la batteria di 4 auto contemporaneamente e che permette di ricaricare fino ad un totale di 15 veicoli.

Potremmo immaginare questo sistema come un (molto più grande) power bank dello smartphone, il quale è facilmente trasportabile e può essere installato in parcheggi pubblici o in luoghi dove le infrastrutture di ricarica sono carenti.

Tra l’altro, quando la batteria della colonnina mobile si scarica può essere sostituita con un’altra o si può ricaricare dalla rete elettrica ed è un’innovazione utile anche per la “seconda vita” delle batterie: al momento, è in fase di sperimentazione in alcune città tedesche.

I lampioni come punti di ricarica

Poi c’è anche chi, per evitare di costruire nuove infrastrutture, ha dato libero sfogo alla fantasia: la start up “Ubitricity”, per esempio, ha pensato di installare una presa per i lampioni stradali e ne ha già messi a punto 300 in alcuni quartieri londinesi.

Un’idea sostenibile, perché ogni punto di ricarica (potenza: 3,7 kW) sarà alimentato solo con energia rinnovabile, ed economica: il costo è di 1000 euro, rispetto ai 15 mila euro per una classica colonnina di ricarica.

Le centraline come punti di ricarica

L’ingegno non è mancato neanche all’affiliata di Deutsche Telekom “Comfortcharge”, che sta pensando di trasformare in punti di ricarica le sue centraline di distribuzione dislocate nelle città; ognuno di questi impianti, infatti, è dotato di alimentatore e ciascuno potrebbe caricare 2 auto elettriche a 11 kW ciascuna. Per ora l’azienda dichiara che in futuro si potrebbero prendere in considerazione 12 mila infrastrutture di questo tipo in varie città.

La ricarica dinamica

Ultima ma non per importanza, la ricarica dinamica che potrebbe davvero rappresentare una rivoluzione; da questo punto di vista, c’è un progetto pioneristico in Italia, denominato “Arena del futuro”, che prevede una collaborazione innovativa tra prestigiose e differenti realtà.

In pratica, in un “anello dell’asfalto” all’interno dell’autostrada A35 sono state installate delle spire metalliche pochi centimetri sotto l’asfalto per trasmettere l’energia wireless ai veicoli in movimento. Il progetto è già nella fase di sperimentazione sul campo.

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