Prima della pandemia, le criticità da risolvere per lo sviluppo della mobilità elettrica sul territorio italiano erano diverse, ma, ora che l’aria delle nostre città è più pulita grazie alla drastica diminuzione del traffico urbano, non esiste momento migliore per rilanciare l’e-mobility e renderla una soluzione efficace per il problema dell’inquinamento.

I cinque provvedimenti per una città più pulita

Su questo tema, Legambiente ha recentemente scritto una lettera ai sindaci delle città italiane, in cui sono suggeriti 5 provvedimenti per ripensare la mobilità post Covid-19 ed evitare che l’utilizzo delle auto risulti l’unico metodo per spostarsi in modo sicuro.

Il primo di questi punti, che già abbiamo visto attuato in grandi capoluoghi di regione come Milano, è la messa in sicurezza dei mezzi pubblici con distanze di sicurezza garantite e un carico di passeggeri ridotto.

Abbiamo poi, come seconda misura, la creazione di nuove piste ciclabili nelle aree urbane, imitando i modelli virtuosi provenienti dal Nord Europa.

Al terzo e al quarto posto abbiamo invece il rafforzamento della sharing mobility e, contestualmente, l’incentivazione a questo tipo di mobilità tramite bonus e facilitazioni economiche.

Infine, il quinto e ultimo punto è volto ad incentivare lo smart working tramite un dialogo con il governo per prevedere vantaggi fiscali per aziende e lavoratori.

La rivoluzione green parte da biciclette e auto elettriche

Visti questi presupposti, è naturale vedere la bicicletta come mezzo di trasporto ideale nel passaggio dal lockdown alla normalità, ora che l’accesso ai mezzi pubblici sarà limitato per garantire il distanziamento sociale, e l’uso delle auto private porterà a un aumento di traffico e inquinamento.

Un’altra soluzione particolarmente efficiente, questa volta dal punto di vista energetico, è la possibilità di abbinare degli impianti di ricarica per le vetture agli impianti fotovoltaici, magari installati sopra garage privati o pensiline per auto. Questa particolare sinergia energetica offre notevoli vantaggi nel lungo periodo, in quanto l’attuale efficienza dei pannelli consente una produzione di energia più che sufficiente a coprire le necessità di un’auto elettrica per circa un anno, processo che porterebbe, di fatto, alla conquista delle emissioni zero.

Per l’Italia, in ritardo nella transizione verso la green economy, forse questo stop sarà l’occasione per raggiungere le nazioni più virtuose, accelerando il processo di trasformazione.

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