La mobilità contemporanea sta andando incontro a forti e profondi cambianti: a partire da una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale dei mezzi di trasporto, fino ad arrivare all’implementazione di elementi digitali smart all’interno dei veicoli sia pubblici che privati. È del tutto naturale quindi che in questo ecosistema fluido ed in continua evoluzione emergano dei trend volti a rendere competitivo il proprio prodotto sul mercato.

Connessioni e automobili automatizzate, il futuro del trasporto su ruote

Il primo fattore critico che decreterà il futuro della e-mobility sarà probabilmente la connettività. Questo elemento si rivelerà cruciale nel prossimo futuro, vista la crescente omologazione a livello di performance dei motori, e saranno quindi le opzioni di connettività a rendere un prodotto più appetibile rispetto ad un altro.

Ed è proprio la connettività che ha spianato la strada per uno dei temi più caldi a riguardo dell’e-mobility, ovvero quello della guida autonoma: sono sempre di più infatti le case automobilistiche che condividono i loro concept sull’argomento, rendendo questa tecnologia più reale che mai. Questo tipo di guida automatizzata è ancora in fase sperimentale ma quando verrà introdotta sul mercato cambierà per sempre il nostro modo di viaggiare.

Sottoscrizione e nuovi contratti di utilizzo, il futuro è nell’idrogeno?

Un tema che si lega a doppio filo con lo sviluppo della mobilità sostenibile è anche la cosiddetta shared mobility. Non è infatti un mistero che per i millennials l’acquisto di una macchina non risulti così affascinante come per la scorsa generazione, lo dimostra il recente boom di servizi di noleggio a breve termine e pay-per-use. È proprio per questo che molte case automobilistiche hanno creato una formula a sottoscrizione mensile, in cui, con un singolo contratto, si ha accesso ad assicurazione, tasse e manutenzione, senza contare la possibilità di cambiare il modello del veicolo in ogni momento.

Per quanto riguarda invece il comparto tecnico è auspicabile un graduale soppiantamento dei veicoli elettrici a favore di quelli ad idrogeno. Sebbene la mobilità elettrica si stia espandendo rapidamente è anche caratterizzata da forti limitazioni, come la durata delle batterie e la non sempre capillare distribuzione delle postazioni di ricarica. Questi problemi non si pongono con l’alimentazione ad idrogeno, che vanta un motore ad emissioni zero come quello elettrico con però tempi di ricarica che vanno dai 3 ai 5 minuti. Le macchine ad idrogeno non sono ancora molto comuni sul mercato, ma l’inizio della loro produzione in massa e il conseguente abbattimento dei costi potrebbe cambiare a breve questo scenario.

Risulta evidente, dopo queste riflessioni, che il futuro delle nostre strade sarà radicalmente diverso da come lo abbiamo imparato a conoscere fino a questo momento e alcune città hanno già iniziato a costruire infrastrutture adatte ad adottare questo nuovo modo di intendere la mobilità. L’industria dei trasporti è al momento un crogiolo di innovazione e creatività; creatività che promette un futuro migliore e soprattutto ecosostenibile.

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