Le politiche adottate dalla comunità europea sul fronte della de-carbonizzazione dei trasporti stanno gradualmente favorendo lo sviluppo di tecnologie a emissioni zero e tra queste una delle più interessanti è senza dubbio la tecnologia a idrogeno e delle celle a combustibile per i trasporti. È infatti molto probabile che l’idrogeno, combustibile alternativo ancora poco conosciuto, diventerà sempre più rilevante nel prossimo futuro.

Le vetture che monteranno un motore a idrogeno e pile al combustibile saranno elettriche a tutti gli effetti, ma la differenza sostanziale riguarderà la capacità di questo tipo di tecnologia di produrre l’elettricità direttamente all’interno del motore grazie ad una reazione elettrochimica. Rispetto alle vetture elettriche a cui siamo attualmente abituati, le macchine a idrogeno vanteranno un’elevata autonomia e tempi di rifornimento estremamente rapidi. Il limite critico di questo tipo di energia sembrano essere gli attuali costi complessivi, nettamente superiori rispetto alla concorrenza full electric.

Temi, problemi e possibilità di sviluppo

Per un concreto aumento nell’impiego dell’idrogeno è infatti necessario un ingente sforzo finanziario, stando ai dati dell’Hydrogen Council (un gruppo di lavoro creato in occasione del World Economic Forum a Davos) si parlerebbe di investimenti pari a 25/30 miliardi di dollari l’anno fino ad almeno il 2030; una cifra senz’altro ingente ma comunque alla portata di molti stati e gruppi industriali, qualora si decidesse di optare per un adeguato piano di regolamentazione. In termini di impatto ambientale sarebbe un investimento estremamente utile, in quanto un passaggio progressivo all’idrogeno andrebbe a tagliare le emissioni di CO2 di circa 6 miliardi di tonnellate entro il 2050, portando di conseguenza ad una concreta attenuazione del fenomeno del riscaldamento globale. Risulta chiaro a questo punto come l’idrogeno rappresenti una risorsa indispensabile per il futuro, nonostante non siano stati ancora attuati grossi investimenti nel settore.

Esempi virtuosi

Tuttavia i segnali positivi ci sono, e se sicuramente non possono essere considerati come un punto di partenza per la rinascita dell’idrogeno, rappresentano un trend nella giusta direzione per lo sviluppo di un’industria dedicata. Per fare qualche esempio concreto in Olanda verrà implementato il progetto HEAVENN, la prima Hydrogen Valley in Europa, che punta ad essere un’eccellenza nello sviluppo di nuove applicazioni nel settore ma anche alla produzione su vasta scala di idrogeno verde. Altro paese che attualmente punta fortemente sull’idrogeno è il Giappone, che, con il piano Basic Hydrogen Strategy, punta a mettere in strada per il 2025 almeno 200.000 veicoli ad idrogeno supportati da circa 900 stazioni di rifornimento dislocate in tutto il paese.

Sebbene quindi non ci siano risposte relative alle maggiori criticità legate allo sviluppo di questo settore, le sperimentazioni esistono e non mancano certo di ambizione. La speranza è che queste esperienze facciano scuola e portino ad una maggiore consapevolezza sull’argomento, in modo da facilitarne studio e applicazioni future.

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