I dirigibili potrebbero diventare un’alternativa agli aerei per il trasporto delle merci? C’è chi sta provando a rispondere a questo quesito concretamente. Parliamo di Sergey Brin, il co-fondatore di Google che alla fine del 2019 si è dimesso da amministratore delegato dell’azienda e ora ha un ruolo ridimensionato.

Gli obiettivi della società LTA Research and Exploration

Brin, infatti, è anche a capo della LTA Research and Exploration, società che si occupa proprio di dirigibili, con l’obiettivo di “sviluppare tecnologie avanzate per aumentare drasticamente le capacità e ridurre il costo dei dirigibili – si legge sul sito internet ufficiale della LTA -, con i quali ci sforziamo di migliorare la fornitura di aiuti umanitari e ridurre le emissioni di carbonio“.

Nella visione dell’azienda c’è un grande sogno. L’idea cioè che “avranno la capacità di integrare, e persino accelerare, la risposta umanitaria ai disastri e gli sforzi di soccorso, specialmente in aree remote che non possono essere facilmente raggiunte in aereo e in nave, a causa delle infrastrutture limitate o distrutte”.

Uno scopo nobile, quindi, che punta sempre più in alto, mirando “a creare una famiglia di aeromobili a emissioni zero che, se utilizzati per la spedizione di merci e lo spostamento di persone, ridurrebbe sostanzialmente l’impronta di carbonio globale dell’aviazione”.

Un progetto sostenibile che guarda anche ai Paesi poveri

Innanzitutto, è vero che questi mezzi hanno un impatto ambientale molto ridotto (con emissioni fino al 90% in meno di quelle degli aerei). E poi, ai tempi del Covid, parlando di luoghi remoti, non si può non pensare alla consegna dei vaccini nei Paesi poveri, dove i problemi di logistica rappresentano uno dei grandi (e purtroppo non unici) ostacoli. Ecco, qui potrebbe entrare in gioco il dirigibile descritto dall’azienda di Brin, visto che sarebbe in grado di arrivare dove gli aerei non riescono.

Le caratteristiche del dirigibile

Al progetto si sta lavorando da anni e, tra l’altro, sembra crederci anche la Nasa, tanto che nel 2017 ha messo a disposizione un hangar per il suo sviluppo.

Ma quali sono le caratteristiche di questo dirigibile?

Questo avveniristico mezzo dovrebbe essere di 200 metri di lunghezza (ben 3 volte un 747) e userebbe l’idrogeno solo come carburante, mentre come gas di sollevamento l’elio (non infiammabile, per imparare dal passato, visto che negli anni 30 il dirigibile Zeppelin, che era lungo quasi 250 metri, usava l’idrogeno per l’ascensione e lo scoppio fu dovuto proprio al gas che prese fuoco).

Il mezzo green, il cui costo secondo alcune stime si aggira tra i 100 e i 150 milioni di dollari. Avrà celle a combustibile da 1,5 megawatt che potrebbero consentire di raggiungere un’autonomia fino a 1600 Km.

Si tratta di un record che ha dell’incredibile, soprattutto se si pensa che il più potente velivolo con celle a combustibile di questo genere è il piccolo aeroplano di ZeroAvio, con un sistema da 0,25 megawatt di potenza.

Non si sa ancora a che punto sia il progetto. Ma forse fra qualche anno potremo vedere un grande dirigibile portare merce e aiuti umanitari, volando “più leggero dell’aria” (non per niente è anche il significato della sigla della società LTA: ‘Lighter Than Air’).

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