guidasostenibile.it

Tecnologia

Guida alla scelta di una wallbox

wallbox

La wallbox è un dispositivo che permette di ricaricare le batterie delle auto elettriche o ibride plug-in prelevando energia dall’utenza di casa per poi trasmetterla all’automobile attraverso un cavo. Si tratta di una soluzione di ricarica domestica che ha dimensioni compatte e viene montata a parete.

Perché acquistare una wallbox?

La domanda sorge spontanea, visto che le auto elettriche possono essere ricaricate anche da una comune presa da muro. La wallbox, però, consente di caricare fino a 7,5 kW di potenza in monofase, contro 2 kW con cavo standard. In trifase riesce ad arrivare fino a 22 kW. Inoltre si evitano surriscaldamenti e guasti alle prese, quando sottoposte a prolungati carichi a 10 Ah.

Come scegliere l’impianto adatto a voi?

Per comprendere, invece, quale possa essere la wallbox più adatta alle vostre esigenze, la prima considerazione da fare è che bisogna sceglierla in base alla vettura che si possiede, soprattutto al tipo di caricatore di bordo; infatti, se installate una wallbox con impianto molto più potente rispetto a quello del caricatore di bordo, la vostra spesa risulterà essere più alta, ma non vi porterà alcun beneficio.

Poi è importante che pensiate a quanto frequentemente guidate il vostro mezzo green; se lo utilizzate poco e per percorrenze modeste potete anche permettervi di acquistare un dispositivo con bassa potenza.

La gestione del consumo energetico domestico

Passando al consumo energetico domestico, esistono impianti che consentono anche di regolare l’amperaggio, con la possibilità di scegliere la potenza erogata da un minimo di 6A a un massimo di 32A, proprio per trovare il giusto compromesso tra le esigenze di ricarica e quelle dell’utilizzo di altri elettrodomestici, evitando così di sovraccaricare l’impianto.

Può anche essere utile la funzione che permette di programmare la ricarica in una specifica fascia oraria, dando la possibilità di ricaricare l’auto quando non utilizzate altri elettrodomestici.

Solitamente la potenza massima erogata del contatore domestico è di 3 kW; se attivate contemporaneamente molti elettrodomestici e volete anche caricare agevolmente il vostro veicolo con la wallbox, potete chiedere al vostro fornitore l’aumento della potenza del contatore.

Ma quanto costa? Dal 2017 sono stati ridotti i costi, con l’introduzione di incrementi a scaglioni di 0,5 kW. Si tratta di cifre una tantum (valide per il periodo 2020-2023):

  • 55,66 euro per ogni kW di incremento (entro i 6 kW, fino 31 dicembre 2023);
  • 70,41 euro per ogni kW di incremento (superiore ai 6 kW o dopo 31 dicembre 2023);
  • 25,81€ euro contributo in quota fissa (fino al 31 dicembre 2023 questo contributo non è dovuto).

I prezzi

Quanto costa una wallbox? Generalmente, i prezzi per l’acquisto e l’installazione variano tra 900 e 1.500 euro. Ci sono anche molte case automobilistiche che, nel caso dell’acquisto di una nuova auto elettrica o plug-in, la forniscono in omaggio o comunque a prezzi scontati.

Ricordiamo che l’ecobonus prevede il rimborso al 50% in dieci rate annuali (i rimborsi avvengono attraverso uno sconto in dichiarazione dei redditi), mentre il superbonus 110% la può finanziare interamente, ma solo se è compresa in un insieme di altri interventi trainanti.

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tecnologia

Come aumentare l’autonomia delle auto elettriche?

“Quanti chilometri riuscirò a fare?” “Se accendo il sistema di climatizzazione, la batteria si scarica troppo velocemente?” “Cosa devo fare per risparmiare energia?”. Queste sono solo alcune delle domande che assillano molte persone che si accingono a guidare un’auto elettrica; quesiti che a volte aumentano a dismisura alimentano la ormai famosa “ansia da autonomia chilometrica”. Niente paura! Abbiamo preparato alcuni consigli utili per aumentare l’autonomia della vostra batteria, evitando sprechi.

Suggerimenti utili

Innanzitutto, il primo consiglio degli esperti per risparmiare batteria è quello di preriscaldare la propria auto durante la carica, in modo che possiate sfruttare l’elettricità della rete per scaldare o raffreddare l’abitacolo prima di mettervi in viaggio, evitando un successivo spreco d’energia.

Altri utili suggerimenti sono:

1. Cercate di caricare sempre la batteria prima che si scarichi del tutto, evitando di scendere sotto il 20% di autonomia.

2. Non lasciate mai per molto tempo il vostro veicolo con un livello di carica basso o nullo, anche quando lo utilizzate poco.

3. Cercate di parcheggiare in luoghi coperti, in modo che la batteria non sia mai esposta a temperature troppo alte o rigide.

4. Guidate in maniera regolare e costante, senza bruschi cambi di velocità.

5. Per una migliore efficienza, attivate il risparmio energetico e verificate sempre la corretta pressione degli pneumatici seguendo le raccomandazioni degli esperti.

6. Pianificate il percorso, verificando anche la presenza di colonnine di ricarica.

I sistemi dell’auto che incidono sull’autonomia

Ma cosa incide in maniera rilevante sull’autonomia dell’auto elettrica? I sistemi di riscaldamento e raffreddamento sono quelli che la condizionano in maniera più importante, facendo diminuire l’autonomia tra 8.3 e 11 km per ora d’utilizzo per un’auto con un consumo medio di 180 wattora per km*: il consiglio, quindi, è quello di sfruttare i sedili riscaldati che riducono molto poco l’autonomia (560 metri per ora d’utilizzo).

Per il resto, c’è poco da preoccuparsi perché se si sommano altri sistemi (come illuminazione, audio, caricabatterie, tergicristalli, freni e sospensioni) incidono solo per pochissimi chilometri.

Ora che siete più tranquilli, quindi, salite sulla vostra auto elettrica e viaggiate sereni all’insegna della sostenibilità!

*Per queste informazioni potete consultare qui

Continua a leggere

Tecnologia

Il futuro delle batterie elettriche: riciclo e seconda vita

Che fine fanno le batterie quando non sono più utilizzabili per le auto elettriche?“: questa è una delle principali domande che pongono gli scettici, convinti che non sia scalfibile e possa smontare in un solo colpo tutti gli argomenti a favore delle auto elettriche. 

Ma non è così perché, prima ancora di loro, il quesito se lo sono posti esperti del settore, produttori e case automobilistiche che, da anni, stanno lavorando per trovare modi sempre più ecologici per donare una “seconda vita” alle batterie. Pensando anche ad una strada più insidiosa ma comunque tracciata: quella del riciclo delle materie prime.

Standard obbligatori 

Partiamo, però, da un presupposto importante. Secondo una direttiva europea del 2006, i produttori sono responsabili per tutto il ciclo di vita delle batterie e devono seguire standard minimi obbligatori di sostenibilità e sicurezza. Non possono quindi, fregarsene, nemmeno quando le batterie non possono più alimentare le auto elettriche. 

Poi c’è un’altra cosa da sapere: le batterie dopo 8-10 anni di vita mantengono ancora almeno il 75% delle loro capacità. 

La seconda vita per le batterie

Si tratta di una percentuale importante che ha acceso una lampadina nella testa degli esperti: perché non donare loro una seconda vita, ad esempio in grandi sistemi d’accumulo? La strada è percorribile e gli esempi virtuosi non mancano. Solo per citarne uno: all’Amsterdam Arena l’alimentazione è fornita da batterie che per anni hanno alimentato una Nissan Leaf.

Il riciclo delle materie prime

Passando al riciclo delle materie prime, la situazione è più complicata per vari fattori. In primis, le batterie non sono state progettate per essere scomposte ed è quindi difficile smontarle e poi sono anche differenti tra di loro, cosa che rende difficile predisporre standard ufficiali per il riciclo, scoraggiando eventuali investitori.

L’esempio di Volkswagen

Ma è anche vero che le difficoltà devono essere affrontate e, una volta superate, fortificano. E poi c’è sempre qualcuno che, con coraggio, traccia la strada rendendola più percorribile. In questo caso, la protagonista è Volkswagen che lo scorso anno ha inaugurato un impianto pilota a Salzgitter in Germania che ha lo scopo proprio di recuperare le materie prime degli accumulatori. Ne può riciclare 3600 all’anno e punta ad arrivare ad un tasso di riciclo superiore al 90%. 

Le problematiche

Certo, è anche vero che non tutto è rose e fiori: gli esperti, infatti, fanno presente che i costi per il riciclo sono ancora troppo alti, manca uno standard per la produzione delle batterie e servono normative chiare. Tutte problematiche che sta cercando di affrontare l’Unione Europea, ma le norme che si stanno discutendo sono lontane dall’entrata in vigore che avverrebbe non prima del 2026. 

Forse, servirebbe accelerare i tempi, tenendo conto anche del fatto che il mercato delle auto elettriche è sempre più in espansione.

Continua a leggere

Tecnologia

Glossario della mobilità elettrica

Glossario della mobilità elettrica

I veicoli elettrici sono sempre più diffusi e, di conseguenza, ci sono parole che stanno diventando di uso comune. Si tratta di termini che, in molti casi, gli esperti tendono a dare per scontati, ma non è sempre così ed è normale che siano ancora molte le persone che fanno fatica a districarsi tra i nuovi vocaboli: ecco perché abbiamo deciso di stilare un glossario della mobilità elettrica.  

Le unità di misura 

Kilowatt (kW): indica la potenza del motore che, a volte, è espressa in cavalli (CV). 

Kilowattora (kWh): è la capacità della batteria. 

Amper (A): l’unità di misura dell’intensità della corrente elettrica. 

Volt (V): misura la tensione elettrica. 

Le tipologie di veicoli 

Veicoli elettrici (Bev): montano esclusivamente un motore elettrico, alimentato da una batteria ricaricabile. 

Veicoli ibridi plug-in (Phev): hanno un motore termico e uno elettrico che si ricarica con cavo e permette di percorrere circa 50 km con una carica; quando si scarica si può proseguire con quello termico. È possibile anche utilizzarli in modalità ibrida per limitare i consumi. 

Veicoli full hybrid (hev): il motore elettrico ha meno potenza, ha una batteria con capacità minori e permette di percorrere 4-5 km. Lo scopo di aiutare il motore termico quando l’auto richiede più energia, per un risparmio di consumi ed emissioni. 

Veicoli mild hybrid (Mhev): il motore elettrico ha poca potenza con una batteria da 12 a 48 volt ed è solo di supporto a quello termico, contribuendo nell’avvio e nelle ripartenze.  

Le modalità di ricarica* 

Ricarica in corrente alternata (AC) con presa domestica standard: è quella adatta solo per bici e scooter. 

Ricarica lenta in corrente alternata (AC) in ambiente domestico e aziendale: ha un sistema di sicurezza che si chiama Control Box (wallbox) e permette di caricare le auto in ambiente privato con prese fino a 32 A. 

Ricarica veloce (32A, 400V) o lenta (16A 230V) in corrente alternata (AC) in ambiente pubblico: il veicolo si collega alle infrastrutture di ricarica pubbliche (chiamate anche stazioni di ricarica o colonnine) con un cavo specifico. 

Ricarica ultrarapida: è in corrente continua (DC) fino a 200 A, 400 V e consente di ricaricare il mezzo ad una stazione fissa in pochi minuti. 

Ricarica dinamica: permette di ricaricare il veicolo in movimento, grazie a spire metalliche installate sotto l’asfalto che trasmettono l’energia wireless ai veicoli in movimento. 

Qui trovate le tipologie di connettori

Altri vocaboli 

Range anxiety: è l’“ansia dell’autonomia chilometrica”, che colpisce gli automobilisti preoccupati di non trovare una colonnina di ricarica prima che il loro veicolo si scarichi. 

Semafori intelligenti: si basano su un sistema di sensori sia per rilevare veicoli di passaggio sia per ricevere informazioni preziose, ad esempio sui flussi di traffico, per poi regolare i tempi di conseguenza. 

Sharing mobility: condivisione di un veicolo in gruppo o come noleggio personale.

Smart city: città innovative, efficienti e sostenibili che utilizzano innovazioni tecnologiche legate alle infrastrutture, per rendere migliore la vita dei cittadini. 

Vehicle‐to‐Grid V2G: tecnologia che consente la comunicazione bidirezione tra l’auto elettrica e la rete, in modo che la batteria non possa solo ricaricarsi ma anche cedere energia.

Continua a leggere

News

Smart City2 giorni fa

L’autobus elettrico Iveco E-Way tra i protagonisti dell’Arena del Futuro

L’autobus elettrico Iveco E-Way è uno dei protagonisti dell’Arena del Futuro: progetto pioneristico, unico al mondo, con l’obiettivo di testare...

Smart City1 settimana fa

Ziggy, il robot che raggiunge e ricarica le auto nei parcheggi

“La ricarica che viene da te”. È lo slogan conciso ed efficace che presenta Ziggy, il robot che raggiunge e...

Attualità2 settimane fa

Analisi EY Mobility Consumer Index: l’avanzata dell’elettrico

La sensibilità ambientale della cittadinanza cresce di pari passo con l’aumento dei prezzi della benzina; in questo modo le ragioni...

Attualità3 settimane fa

Formula E: un vero booster per la mobilità elettrica nel mondo

Sicuramente rappresenta un’ottima vetrina per la promozione del mondo delle auto elettriche, ma è anche un grande cantiere per la...

Attualità3 settimane fa

Mobilità sostenibile in Italia: nel 2021 raddoppiano ibride ed elettriche.

Il presente dell’auto è sempre più elettrico con il raddoppio delle vetture ibride ed elettriche in circolazione. Ci sono tutti...

Mezzi e modelli4 settimane fa

Nimbus One, il triciclo elettrico sostenibile

Lo stile di guida è simile a quello di uno scooter, ma in più c’è il vantaggio di una maggiore...

Ambiente1 mese fa

Pneumatici sostenibili? Dieci bottiglie di plastica per una gomma

“Sì, ma anche gli pneumatici inquinano”. Ecco un’altra argomentazione degli scettici delle auto elettriche, utilizzata per contestare il loro essere green. Un’argomentazione...

Attualità1 mese fa

Unione europea: stop diesel, benzina e gpl dal 2035

A partire dal 2035 non si potranno più vendere nuove auto benzina, diesel e gpl. Lo ha approvato l’8 giugno...

Mezzi e modelli1 mese fa

XPeng X2, l’auto volante diventa realtà

Siete convinti che le auto volanti si possano vedere solo nei film di fantascienza? Se è così dovrete ricredervi, perché...

Ambiente2 mesi fa

E-fuel, un’altra strada verso la mobilità sostenibile

L’obiettivo deve essere imprescindibile e chiaro: ridurre ai minimi termini l’inquinamento. Le strade, per arrivare al traguardo, possono essere molte...

RIMANI AGGIORNATO

Trending

Powered by Green Marketing