Lubiana, Parigi, San Francisco, Milano e Mantova, queste sono solo alcune delle città scelte dalla FAO nell’ambito del programma Trees Cities of the World, l’obbiettivo è quello di realizzare una per la gestione delle foreste urbane e degli spazi verdi.

L’iniziativa dal 2018 ha già coinvolto più di 100 città, e ne ha già premiate 59 per il rispetto degli standard fondamentali riguardanti la gestione, la pianificazione e l’implementazione di politiche di introduzione e tutela degli alberi: si parla principalmente di condivisione delle responsabilità, risorse allocate e risultati raggiunti.

Cosa sono le foreste urbane?

Le foreste urbane sono oasi naturali all’interno del tessuto urbano. La forestazione urbana è un tema cruciale per migliorare il futuro delle nostre città, infatti numerosi studi hanno dimostrato come le realtà ricche di alberi siano più sicure e con un tasso di benessere dei cittadini generalmente più alto. Un albero di grandi dimensioni è in grado di produrre ossigeno sufficiente per almeno 4 persone, ma non solo, aumentando del 10% il numero di alberi in città è possibile ridurre il livello di ozono dal 3 al 7% e migliorare il clima urbano, senza contare la minore incidenza di malattie respiratorie.

I trend dell’urbanizzazione rendono ancora più importante investire in queste oasi urbane. Gli alberi possono ridurre il rumore, proteggere le fonti idriche, prevenire l’erosione del suolo e ridurre i costi energetici per aria condizionata e riscaldamento; le città rappresentano un punto di partenza fondamentale anche per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile, ed è realistico immaginare che il tema delle foreste urbane giocherà un ruolo chiave nel rispettare gli obbiettivi posti dal recente Green New Deal della Commissione Europea.

Milano città di alberi

Per restare in ambito italiano, Milano ha recentemente lanciato un nuovo progetto di riforestazione urbana, ForestaMi, che prevede la piantumazione di circa 100.000 alberi all’anno fino al 2030 a partire da parchi e scali ferroviari. L’obbiettivo finale da raggiungere entro il 2030 è quello di raggiungere la quota di 3 milioni di alberi nuovi, uno per abitante, migliorando la qualità dell’aria e incrementando la presenza di aree verdi.

La strategia vede il suo culmine in un grande parco metropolitano, in cui verranno recuperati e valorizzati parcheggi ed ex scali del trasporto pubblico trasformandoli in grandi isole verdi collegate tra loro per restituire una misura più umana e vivibile alla città, un’iniziativa tanto ambiziosa quando lodevole per Milano, che sta trovando nell’ideologia green una vocazione sempre più forte.

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