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“Fa’ la cosa giusta!”: 100 incontri online per trovare nuove strade sostenibili

fa la cosa giusta 2020

Oltre cento incontri online per cercare insieme nuove strade, nuovi modi di produrre, consumare, divertirsi, vivere gli spazi e i tempi delle nostre vite. Dal 20 al 29 novembre torna “Fa’ la cosa giusta!“, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili organizzata dalla casa editrice Terre di mezzo. Giunta alla sua diciassettesima edizione, quest’anno (a causa delle restrizioni per la grave situazione di emergenza sanitaria) sarà completamente virtuale, rinunciando quindi alla parte fisica della fiera ma non alla possibilità di incontro, relazione e scambio. 

Il programma

Un’edizione inedita che si concentrerà principalmente su tre macro tematiche: ripartire dai territori, ecosistemi e innovazioni, Covid-19.

  • Il primo ciclo di incontri punta lo sguardo sui territori dimenticati, cercando di comprendere come rinascono, concentrandosi anche sull’importanza delle piccole imprese locali e dei progetti turistici. 
  • Il secondo filone di approfondimenti, invece, si focalizza sugli effetti dei cambiamenti climatici e della pandemia e l’importanza di ri-progettare i nostri stili di vita, comprendendo l’enorme potenziale dell’innovazione scientifica. 
  • In ultimo, si cercherà di analizzare come sta mutando il tessuto sociale ed economico con l’arrivo della pandemia, quanto sia importante la comunicazione nel veicolare informazioni chiare e precise e il ruolo chiave di esperti e scienziati.

Il ruolo centrale dei giovani e la scuola

Saranno i giovani i veri protagonisti di tutti questi cambiamenti. È per questo che “Fa’  la cosa giusta!” riserva un ampio spazio anche a loro con “Fa’ la cosa giusta! Junior“, un luogo virtuale dove vengono raccolte video-letture dedicate ai più piccoli con testimonianze e spunti per rendere la vita quotidiana più sostenibile. 

Un ruolo centrale che ha anche la scuola, la quale, infatti, sarà protagonista dal 14 al 22 novembre con il programma culturale di “Sfide-la scuola di tutti”, dedicato a docenti, dirigenti scolastici, studenti e famiglie. “Perché la scuola, – si legge sul sito falacosagiusta.org – e lo capiamo bene nella situazione di crisi che viviamo, non è affare di pochi specialisti ma di tutti: rimettere al centro la scuola, pensarla in maniera nuova come patrimonio e responsabilità comune, ci aiuta a crescere una società migliore, fin da ora“.

 Tutti gli appuntamenti saranno in diretta sul sito e i canali social Facebook e Youtube di Fa’ la cosa giusta e webinar su iscrizione.

Per ulteriori informazioni: https://www.falacosagiusta.org/

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Attualità

Flixbus lancia gli autobus alimentati a biodiesel da colza

La mobilità sostenibile ha varie forme e sfaccettature, ma tutte hanno un denominatore comune: cercare di inquinare il meno possibile. 
Per raggiungere questo obiettivo ci sono aziende che cercano strade sempre più originali e innovative: tra queste, c’è Flixbus. Recentemente ha lanciato gli autobus alimentati a biodiesel da colza, la cui linea, tra Brest e Grenoble, è la più lunga d’Europa alimentata con un biocarburante ricavato da questa particolare fonte rinnovabile. 

Alcuni dettagli

Nello specifico, la compagnia di pullman low cost tedesca ha introdotto, in collaborazione con Volvo Buses, due autobus alimentati a Oleo 100. Si tratta di un combustibile Green, prodotto dalla società francese Saipol, i quali si aggiungono ad altri tre già in servizio tra Nizza e Tolosa e tra Vannes e Parigi.

I dati sulla riduzione di inquinamento

Ma, concretamente, questi mezzi green quanto riducono l’inquinamento rispetto a quelli tradizionali? La risposta puntuale viene fornita direttamente da Flixbus, attraverso una nota stampa ufficiale: “Per questi bus a lunga percorrenza – scrive l’azienda – prevediamo di ridurre sulla linea tra Brest e Grenoble circa il 70% di emissioni di Co2 e fino all’80% di emissioni di polveri sottili”. 

Il tutto con performance paragonabili a tutti gli effetti a quelle degli autobus diesel tradizionali.  

Cos’è il biodiesel da colza?

Doverosa parentesi: cos’è il biodiesel da colza? Si tratta di un combustibile che si ottiene da fonti rinnovabili e tra queste c’è anche la colza, pianta dai cui semi si ricava anche l’olio. È proprio con l’estrazione di questo prezioso olio che, attraverso un particolare processo chimico, si riesce a trasformare in biodiesel, diventando un combustibile sostenibile, sfruttabile anche per la mobilità.

Gli investimenti green di Flixbus

Tornando a Flixbus, questa società tedesca non è la prima volta che investe nella mobilità sostenibile. Negli anni, infatti, è stata tra le prime aziende del settore a sperimentare bus elettrici e con pannelli solari. Nel 2021 ricordiamo i suoi primi bus alimentati con biogas, prevedendo di investire anche nell’idrogeno verde. 

Insomma, parliamo di un’azienda green a 360 gradi che rappresenta un esempio virtuoso che dovrebbero seguire sempre più realtà del settore. E non solo.

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Attualità

Strade Future: tra sostenibilità e arte pubblica

Arte e sostenibilità possono andare a braccetto; lo sta dimostrando “Strade Future”*, progetto di sostenibilità e arte pubblica, realizzato a Roma dall’associazione Ar2gether con il collettivo Sbagliato. 

Un progetto in occasione della Settimana europea della mobilità

Un progetto innovativo e creativo, realizzato in occasione della Settimana europea della mobilità 2022 (16-22 settembre). L’obiettivo è mostrare concretamente quanto arte, ambiente e uomo possano non solo convivere, ma anche creare qualcosa di spettacolare.

Il primo intervento

È proprio una meraviglia l’installazione del collettivo Sbagliato, un insieme di designer e architetti. Parliamo di tre grandi sculture, repliche dei pilastri, illuminate di notte da luci a led in un’area di 1.300 metri quadrati. È possibile assistere a questo spettacolo visivo fino al prossimo 29 dicembre. Dove? All’ingresso dell’Auditorium, tra i pilastri del Viadotto di Pier Luigi Nervi.

Le sculture sono utilizzabili come sedute, permettendo al pubblico di diventare parte attiva dell’opera d’arte. Queste sono installate nei pressi della pista ciclabile, alla quale è stata applicata una particolare vernice detta “fotoluminescente”: questa assorbe luce di giorno e ne emana una fluorescente di notte, in modo da aumentare la visibilità e la sicurezza. 

Sui pilastri del Viadotto è stato applicato anche un trattamento trasparente fotocatalitico, antismog, antivirale e autopulente. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’aria in un tratto di strada in cui il traffico è particolarmente intenso. 

Il secondo intervento

Fino al 15 ottobre, sui muraglioni di Lungotevere Tor di Nona, sono stati installati 22 pannelli, costituiti da materiali riciclabili e inchiostri a base d’acqua, privi di solventi. Vi è anche un coinvolgimento della segnaletica orizzontale della pista ciclabile, resa fotoluminescente.

Questi pannelli rappresentano una serie di immagini fotografiche di un giardino segreto sotto la città; probabilmente per far pensare alla rigogliosa natura presente a Roma nel passato. 

Sono tutti esempi concreti che fanno comprendere l’importanza della sostenibilità e quanto sia possibile rendere le nostre città più sostenibili. Non solo, perché dimostra quanto sia più piacevole anche la nostra vivibilità. Il tutto ci viene raccontato grazie allo straordinario potere dell’arte!

Qui trovate tutte le informazioni e il programma completo del progetto. Sono numerose le collaborazioni al progetto. Tra queste le più importanti sono quella del Parlamento Europeo, con il patrocinio di Commissione Europea, Ministero della Transizione Ecologica, Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e Ministero della Cultura; presenti anche la Regione Lazio, Roma Capitale, Municipio II e Federazione Ciclistica Italiana.

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Attualità

Auto elettriche: si risparmia anche per l’assicurazione

Esenzione del bollo da 3 a 5 anni, accesso gratuito nelle zone a traffico limitato (ztl), sosta gratis nei parcheggi blu; per non parlare di risparmio sui consumi, minori costi di manutenzione e riduzione di emissioni dannose. Questi solo alcuni tra i benefici che seguono l’acquisto di un’auto elettrica. Assolutamente da non sottovalutare il risparmio sul costo dell’assicurazione Rca, rispetto a quella stipulata per un veicolo tradizionale. Come mai? Quanto si risparmia? Vediamolo insieme.

Perché si risparmia?

Le motivazioni che portano a far diminuire il costo della polizza sono molteplici: l’assenza di combustione, che riduce i rischi potenziali, l’età media degli acquirenti ( tra i 40 e i 60 anni) con un basso profilo di rischio; in alcuni casi, le compagnie assicurative tengono conto anche della minore autonomia delle auto elettriche (se gli automobilisti viaggiano meno, ci sono anche minori probabilità di incidenti). 

I benefici aggiuntivi

Ci sono anche compagnie che, di loro iniziativa, applicano sconti e promozioni per dimostrare di voler sostenere e incentivare la mobilità sostenibile. Per esempio, c’è chi offre assistenza stradale, per ricaricare la propria vettura sul luogo in cui si è fermata, oppure chi propone agevolazioni applicabili presso alcune colonnine di ricarica convenzionate. 

Quanto si risparmia?

In concreto, quanto si può risparmiare? Ovviamente nel libero mercato ognuno fa il suo prezzo; in generale si può dire che, mediamente, il risparmio oscilla fra il 10 e il 30%. Parliamo di un risparmio economico annuale, che parte dagli 80-100 euro fino ad arrivare a 200-300 euro.

Un buon risparmio soprattutto in questo periodo, in cui differenti crisi si sono sovrapposte l’una con l’altra (dalla pandemia alla guerra, fino alla crisi energetica e il boom delle bollette di luce e gas). Si tratta però anche di un ulteriore incentivo, per far avvicinare all’acquisto di un veicolo elettrico ancora più persone, desiderose di guidare inquinando il meno possibile.

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