17 piste ciclabili a lunga percorrenza per un totale di 90.000 km di itinerari ciclistici che “abbracciano” l’intero continente europeo. Bastano questi due numeri per comprendere l’imponenza della rete ciclabile europea “EuroVelo”, un’iniziativa della federazione europea dei ciclisti (Ecf), in collaborazione con vari partner nazionali e regionali, che punta a incorporare le piste ciclabili (nazionali e regionali appunto) in un’unica rete europea.

La nascita del progetto

Si tratta di un progetto ufficialmente lanciato il 21 novembre 1997 a Logroño in Spagna, che all’epoca fissava dodici itinerari, poi aumentati negli anni; ad oggi questa rete europea coinvolge ed attraversa ben 42 Paesi europei.

Tra i requisiti per far parte di EuroVelo, i percorsi non possono presentare pendenze superiori al 6%, devono essere pavimentate per l’80% dell’estensione totale e, se si tratta di una strada, non dovrebbe avere un traffico di più di mille veicoli al giorno.

Gli obiettivi

Ma quali sono gli obiettivi di EuroVelo? Fondamentalmente questa iniziativa pone le sue basi su quattro grandi pilastri.

1. Garantire lo sviluppo e l’espansione di piste ciclabili di grande qualità in tutti i Paesi europei.

2. Comunicare l’esistenza di questi percorsi sia ai decisori politici sia agli utenti potenziali.

3. Incentivare il loro utilizzo, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento in Europa per reperire le informazioni sul mondo della bicicletta.

4. Promuovere l’uso delle due ruote come importante mezzo di mobilità sostenibile per i trasporti quotidiani ma anche per il cicloturismo.

L’idea, da una parte, è quella di favorire il movimento dei ciclisti per tutta l’Europa, incentivando quindi il turismo lento e sostenibile, e dall’altra valorizzare le piste ciclabili a livello locale come alternativa agli spostamenti con i veicoli motorizzati.

Una sana competizione fra i vari Stati

Un progetto così ampio, tra l’altro, fa nascere anche uno spirito positivo di emulazione tra i vari Stati, i quali tendono a impegnarsi per essere almeno allo stesso livello degli altri; infatti, alcuni degli itinerari sono nati dall’unione di tratti nazionali di vie ciclabili già esistenti, ma in altri casi la voglia di fare parte di questa grande rete ha spinto alla creazione di percorsi nazionali che potessero esserne integrati.

Lo sviluppo e il funzionamento delle tratte vengono presi in carico da governi nazionali, regionali e locali, fornitori di servizi commerciali e Ong, con grande obiettivo: istituire un Centro Nazionale di Coordinamento EuroVelo (Necc) ufficiale per condurre questo lavoro in ogni Paese. Per la descrizione dei vari itinerari e ulteriori informazioni, potete visitare il sito internet: https://en.eurovelo.com/.

Share.
GUIDASOSTENIBILE_ICO

Le informazioni sono raccolte attraverso siti di parti terze. Guida Sostenibile non si assume la responsabilità della loro veridicità. Consigliamo un confronto con le case produttrici prima di effettuare un acquisto.
Per informazioni scriveteci a info@guidasostenibile.it per contattare la redazioni scrivete a redazione@guidasostenibile.it

Project by