“Noi pensiamo che l’innovazione insieme alle tecniche di alta naturalità che l’uomo ha sempre utilizzato siano l’unione perfetta per un’agricoltura produttiva non solo per te stesso ma anche per gli altri, rispettando l’ambiente e risparmiando tanti soldi”. Dario Teani è il titolare di “Demetra Organismo Agricolo Rigenerativo Biologico”, azienda agricola che sorge a Bergamo (quartiere Villaggio degli Sposi), nata nel 2017 con l’idea di “produrre cibo, copiando la natura ed entrando in simbiosi con lei, in modo da essere una realtà che applica praticamente i concetti di agroecologia, tutela del territorio e (ultimo ma non per importanza) tutela del paesaggio”*.

Noi abbiamo incontrato il titolare: per scoprire di più, non vi resta che continuare a leggere la nostra intervista!

1. Ci spiega di cosa si occupava prima e come è nata questa idea?

Nato in campagna con un’attenzione all’ambiente, ho un percorso di perito agrario, poi ho lavorato 7 anni nel giardinaggio e altri 7 in una riserva naturale del Wwf, dove c’era una piccola azienda agricola e come operaio agricolo ho iniziato anche ad occuparmi di piante officinali, un piccolo orto, vendita sostenibile della legna e la gestione dell’uliveto per la produzione dell’olio: la nostra era un’agricoltura certificata biologica. Successivamente, ho lavorato per due anni in una cooperativa sociale occupandomi di ortaggi lavorando con persone svantaggiate, ma dopo ci sono stati problemi e io e gli altri soci siamo stati licenziati.

Proprio in quel periodo mi si è presentata la possibilità di gestire questo terreno che, secondo me, aveva potenzialità enormi, così non ho esitato.

2. La sua agricoltura è “ad alta naturalità”, basata sul sistema rigenerativo. Può spiegarci che cosa significa e quali sono le principali caratteristiche di questo metodo di coltivazione?

Parte da una progettazione permaculturale, ossia il calare le attività all’interno del contesto ambientale rispettando le sue caratteristiche, e il sistema rigenerativo consiste nell’annullare o diminuire al massimo le lavorazioni: per esempio, non facciamo arature.

Poi, all’interno di questo sistema abbiamo deciso di percorrere due strade: da una parte coltivare in mezzo ad un frutteto, dall’altra abbiamo 4-5 mila metri quadri con un grande orto sinergico, è la nostra “bomba ecologica” dove le piante spontanee crescono in sinergia con alcune essenze medicamentose officinali perenni (come tanaceto, assenzio, ortica naturale, equiseto spontaneo).

Noi non usiamo prodotti chimici e siamo un’azienda a ciclo chiuso dove non entrano input esterni: per esempio, non utilizziamo letale ma sono compostaggio di vegetale.

3. Quali sono i vantaggi di questo sistema? E ci sono svantaggi?

Mettiamo vicine piante che stanno bene insieme e aumentano la produzione al metro quadro, insieme a questi spazi totalmente naturali dove le essenze vegetali possono crescere e riprodursi, attirando anche animali che trovano riparo o alimentazione. Il vantaggio è che è un metodo intensivo e, quindi, in pochi metri aumentiamo la produzione ma anche la biodiversità. Gli svantaggi: ci vuole molta tecnica, costanza e presenza sul campo più continuativamente.

4. Per irrigare i campi utilizzate solo acqua piovana. Come fate?

In questi ultimi due anni non abbiamo prelevato acqua da canali irrigui e non abbiamo pozzi di profondità. Abbiamo diverse tecniche: copriamo il terreno con paglia, lana e essenze vegetali (trifoglio e una pianta naturale, la potentilla) in modo da riuscire a trattenere l’umidità, mentre nel frutteto usiamo un telo anti-alga, permeabile e traspirabile, per trattenere l’umidità e immagazzinare l’acqua piovana.

5. Cosa coltivate?

Nel frutteto ci sono pesche, ciliegie, more, prugne e kiwi, vite e poi c’è la produzione di ortaggi in pieno campo, oltre alla commercializzazione di piante spontanee.

6. Quanto è importante il vostro metodo agricolo?

È la soluzione per conciliare lavoro e reddito con il rispetto del contesto ambientale e l’aumento della biodiversità. Basti pensare al fatto che nei nostri campi negli ultimi anni sono ritornate le lucciole (indicatori biologici della qualità dell’ambiente) e abbiamo anche riscontrato che chi mangia i nostri prodotti li digerisce più facilmente da un lato perché non abbiamo serre e il sole arriva diretto alle piante, dall’altro non usiamo letame che aumenta il valore di nitriti e nitrati, rendendo più difficoltosa la digestione.

7. Che messaggio vuole lanciare agli altri agricoltori e alla cittadinanza?

Questa tecnica agricola abbatte tanto costi e tempi di lavoro e c’è solo da guadagnare per gli agricoltori e per l’ambiente. Inoltre, i cittadini hanno la possibilità di acquistare prodotti di qualità e non usiamo prodotti chimici, lasciando l’ambiente circostante sano per tutti.

*Qui trova la pagina Facebook dell’azienda con la descrizione.

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