Il Decreto Clima di Angela Merkel prevede investimenti per 50 miliardi di euro da qui al 2021. Quello approvato lo scorso ottobre dal Consiglio dei ministri italiano, soltanto 450 milioni.

Entrambi i decreti hanno l’obiettivo di rispondere alle prescrizioni europee sul tema ambiente previste dalla direttiva 2008/50/CE. Ma la differenza nell’investimento economico e la reticenza italiana nel contrastare le lobby degli inquinatori non sono in linea con l’entità dell’emergenza climatica. Non sono sufficienti a prevenire catastrofi come quella in atto in questi giorni a Venezia, dove secondo il sindaco Luigi Brugnaro le alluvioni hanno provocato un «disastro con danni incalcolabili».

Sussidi inquinanti, taglio rinviato

In origine il Decreto Clima prometteva un taglio lineare dei sussidi ambientalmente sfavorevoli (SAD) pari al 10% annuo. La metà delle risorse sarebbe stata destinata ad un fondo per finanziare lo sviluppo dell’economia sostenibile. Si trattava dell’intervento più impattante, ma in seguito alle reazioni delle lobby degli idrocarburi e dei trasporti è stato rinviato ad una formulazione inserita nella legge di Bilancio. Il governo ha effettivamente previsto per l’anno prossimo una riduzione di 1,7 miliardi, ma resta da vedere come la previsione sarà tradotta in azioni concrete.

Decreto Clima “sfrondato”: da 14 a 11 articoli

Tre promesse mancate. Nel Decreto approvato non c’è traccia del cosiddetto Eco-Cipe, il comitato interministeriale sui cambiamenti climatici e la qualità dell’aria, che avrebbe dovuto rivedere le politiche economiche in chiave ecologica. È assente la campagna di informazione nelle scuole «#iosonoAmbiente», tagliato l’articolo sulla velocizzazione del piano sul trattamento dei rifiuti.

È destinato ai cittadini che risiedono in comuni che superano i limiti di emissioni indicati dalla normativa europea. L’incentivo potrà essere usato solo per acquistare abbonamenti per il trasporto pubblico locale o biciclette anche a pedalata assistita, entro i successivi 3 anni. Non avrà nessun effetto sul mercato auto e moto elettrici, né sugli investimenti in R&D delle case automobilistiche.

Incentivo green, ma senza stimoli per il mercato elettrico

Resta il «buono mobilità», con uno stanziamento di 255 milioni di euro (5 per quest’anno e 125 per i due successivi). Consiste in un contributo di 500-1.500 euro per chi rottama rispettivamente un motociclo fino alla classe Euro 2 e Euro 3 a due tempi o un’auto fino alla classe Euro 3, entro il 31 dicembre 2021, senza sostituirlo con un altro mezzo di trasporto a motore.

La protesta dei cittadini, manca il piano d’azione

«Serve un governo che tagli gli incentivi al fossile, che blocchi i nuovi investimenti sulle risorse climalteranti, che realizzi un grande piano per l’efficientamento energetico», sostiene il movimento ambientalista Fridays For Future Italia. Per la Climate Action Week dello scorso settembre si sono tenute più di 6.100 manifestazioni in 185 paesi, con il sostegno di 73 sindacati e 3.000 aziende.
In Italia hanno partecipato oltre un milione di persone. Almeno un milione di persone vorrebbe vedere in atto quelle “scelte di politica economica coraggiosa” a cui si riferisce il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Un Decreto non basta.

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