Istruzione, lavoro, sport, spesa, tempo libero, associazionismo e volontariato, luoghi culturali, aree verdi, cure mediche. Vi immaginate una città in cui tutti questi servizi e molti altri siano fruibili muovendosi a piedi o in bicicletta e raggiungendoli in pochi minuti?

Realtà o utopia?

Potrebbe sembrare un’utopia. Ed è quello che pensano anche la maggior parte degli italiani interpellati in un recente sondaggio promosso da Legambiente con Ipsos; piace, però pensano sia irrealistico. In realtà è un’idea già concretizzata in alcune città, chiamata “città dei 15 minuti“, ossia il tempo necessario per spostarsi a piedi o in bici da casa per raggiungere i suddetti servizi.

I vantaggi della prossimità

Un’idea di prossimità, con il quartiere che diventa una sorta di “micro città” in cui è possibile avere a disposizione tutto quello di cui si ha bisogno, con evidenti benefici in primo luogo per l’ambiente, riducendo l’inquinamento; ci si sposta con veicoli green (bicicletta o mezzi di micromobilità) o a piedi.

Ma i vantaggi di questa prossimità in realtà sono molteplici; dal miglioramento di qualità della vita grazie al tempo che si risparmia, all’instaurazione di legami più forti nei rioni, fino ad una valorizzazione dei negozi di prossimità e la rivitalizzazione del quartiere stesso che vede una maggiore vitalità di commercio e associazionismo, con un miglioramento anche dal punto di vista della sicurezza (l’antidoto migliore al problemi di insicurezza dovuta, generalmente, a fenomeni di microcriminalità, è rendere particolarmente vivace, vissuta e non abbandonata quella particolare zona).

Gli esempi concreti in alcune città

Anche il direttore scientifico della Sorbona di Parigi, Carlos Moreno, ha lanciato qualche mese fa l’idea di questo modello.

Ma quali sono le città in cui questa idea è già stata concretizzata?

Melbourne ha varato il piano “twenty minutes neighborhood”; a Copenaghen è nato il quartiere chiamato “five minutes to everything”; Parigi ha nominato un’assessora alla “Città del quarto d’ora”, proprio per puntare ad un’urbanistica in cui tutto è a una distanza di massimo 15 minuti a piedi o in bici.

Ma se ne sta parlando anche in molte città d’Italia, tra le quali Milano, Roma (citata proprio in campagna elettorale dal neo eletto sindaco Roberto Gualtieri) e Genova, dove è stato avviato un progetto di riqualificazione che Simonetta Cenci, assessore all’Urbanistica e ai Progetti di riqualificazione, chiama la “città dei 2 km”.

Una nuova organizzazione urbana

C’è, però, da precisare che l’idea non è quella di creare dei villaggi chiusi al mondo esterno, ma semplicemente un’organizzazione urbana più efficiente e giusta; modello che fino a poco fa poteva sembrare utopico ma che in realtà il cambiamento d’abitudini a cui ci ha costretto la pandemia ha reso più vicino e realizzabile.

Share.
GUIDASOSTENIBILE_ICO

Le informazioni sono raccolte attraverso siti di parti terze. Guida Sostenibile non si assume la responsabilità della loro veridicità. Consigliamo un confronto con le case produttrici prima di effettuare un acquisto.
Per informazioni scriveteci a info@guidasostenibile.it per contattare la redazioni scrivete a redazione@guidasostenibile.it

Project by