Città più intelligenti anche dal punto di vista della mobilità, inclusive e a misura di tutta la popolazione, soprattutto delle categorie più fragili; è quello che emerge dalla ricerca “Next Gen 2030″ di BNP Paribas Cardif, che ha coinvolto 1.000 ragazzi tra i 15 e i 30 anni. Una ricerca interessante da molti punti di vista, soprattutto se si vuole mettere a fuoco il pensiero dei giovani sulla sostenibilità ad un mese dalla fine di Cop26, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Glasgow. In generale, la visione è ottimistica, tenendo conto che ben il 73% dei giovani pensa che vivremo meglio rispetto ad oggi.

Le città e la mobilità

Tra le varie tematiche sulle quali si sono espressi, c’è anche l’organizzazione della città e la mobilità. Nello specifico, il 33% pensa che le città diventeranno più a misura d’uomo, soprattutto della popolazione con particolari esigenze, come mamme, anziani e disabili. Mentre per quanto riguarda la mobilità, il 24% dei giovani interpellati pensa che i semafori saranno intelligenti e gestiti direttamente dall’intelligenza artificiale, attivandosi e disattivandosi in base al traffico.

L’ambiente

Parlando più in generale di ambiente, il bilancio è in chiaroscuro perché da una parte il 41% crede che verranno scoperte nuove tecnologie per il riciclo e riutilizzo dei prodotti, ma dall’altra c’è il 31% dei giovani che prevede un peggioramento del riscaldamento globale e dell’inquinamento.

Le case

È positivo, invece, lo sguardo dei ragazzi sulle future abitazioni; il 43% crede che diventeranno tecnologiche grazie alla domotica presente in tutte le case, il 37% immagina che saranno salubri con sistemi di purificazione dell’aria e di riduzione del rumore e il 36% ritiene che saranno alimentate esclusivamente da energie rinnovabili.

Il lavoro

Un’altra tematica sulla quale si sono espressi è lo smartworking che, con la conseguente diminuzione del traffico veicolare, potrà avere un impatto positivo sull’ambiente; secondo il 52% sarà alternato con la presenza in ufficio e ben il 34% prevede che sarà preponderante.

Sono anche molti (32%) i giovani che immaginano un futuro in cui le nuove tecnologie rivoluzioneranno il mondo del lavoro, grazie a computer intelligenti, assistenti vocali e sistemi di monitoraggio della salute e del benessere del lavoratore.

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