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Città sostenibili: la strada è tracciata ma il percorso è ancora lungo

Per rendere le nostre città sempre più sostenibili è importante un cambiamento della cultura e delle abitudini dei cittadini. Sicuramente per realizzare tutto ciò sono indispensabili le infrastrutture.

Da questo punto di vista, ci dà buone notizie l’ultimo Rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) “Città in transizione: i capoluoghi italiani verso la sostenibilità ambientale”, il quale analizza le 20 città capoluogo e Bolzano. Vediamo insieme cosa emerge.

Le piste ciclabili e le aree pedonali

Partiamo dalle infrastrutture, perché sono indispensabili, non solo perché supportano questo cambiamento, ma diventano anche un incentivo per avvicinare i cittadini al mondo della mobilità sostenibile.

Ne sono un esempio le città attrezzate di lunghe, curate, collegate e sicure piste ciclabili. Da questo punto di vista, il report fa emergere i risultati più positivi ed evidenti. Nel 2019 le ciclabili sono aumentate in quasi tutti i Comuni analizzati: sul primo gradino del podio si piazza Torino con 166 km di piste ciclabili su 100 km quadrati di superficie, mentre con 100 km sono seconde a pari merito Milano e Bolzano.

Considerando il periodo tra il 2008 e il 2019, nella maggior parte delle città risultano essere in aumento anche le aree pedonali, ma ci sono ancora passi da fare, visto che quasi tutti i comuni (tranne Venezia e Firenze) restano sotto i 100 metri quadri per 100 abitanti.

Le auto ibride ed elettriche

Per città sempre più green bisogna prendere in considerazione anche la presenza di auto ibride ed elettriche. Da questo punto di vista i dati, in alcuni casi, vanno nella giusta direzione: ci sono città con significativi progressi, come Bologna che è passata da circa l’1% del 2015 a oltre il 5% del 2020 e Milano (dall’1% del 2015 al 4% del 2020). Altre città, invece, hanno sempre un segno positivo ma restano ancora sotto l’1% (Catanzaro, Campobasso, Potenza, Palermo e Napoli).

Il trasporto pubblico

Purtroppo, ci sono anche numeri negativi, in particolare dal punto di vista della domanda di trasporto pubblico locale: dal 2011 al 2019 si registrano segni negativi in ben 11 delle città prese in considerazione. Fa eccezione Torino che è in controtendenza, con un aumento del 40%.

Tirando le somme, il bilancio della sostenibilità è ancora in chiaroscuro. Iniziano, tuttavia, a vedersi miglioramenti che hanno tracciato la strada: l’auspicio è che venga percorsa sempre più frequentemente.

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Quali sono le caratteristiche delle città sostenibili?

Crisi climatica, inquinamento eccessivo, aumento dei prezzi della benzina, pandemia: sono solo alcune delle serie motivazioni per le quali diventa ancora più importante puntare sullo sviluppo delle città sostenibili. 
Ma quali sono le caratteristiche di queste metropoli? Scopriamolo insieme. 

La tecnologia si intreccia con la sostenibilità

Si tratta di città che, lo dice la parola stessa, puntano sulla sostenibilità e per farlo sfruttano anche le grandi potenzialità della tecnologia. 

Per ridurre gli imbottigliamenti, per esempio, ci sono i semafori intelligenti. Grazie a un innovativo sistema di sensori, permettono di tarare i tempi semaforici sulla base dell’intensità della circolazione. I vantaggi? Decongestionamento del traffico e risparmio di carburante. Tra le varie cose, è importante anche un’illuminazione stradale più efficiente (luci a led), la digitalizzazione e l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti. 

La tecnologia può essere di supporto per scegliere il tragitto meno trafficato e che prevede minori quantità di emissioni di carbonio per arrivare a destinazione. In ciò può aiutare Google Maps, che di recente ha aggiunto una funzione proprio con le suddette caratteristiche. 

L’importanza della mobilità green

Ma in una città a tutti gli effetti green non può mancare l’implementazione di una mobilità sostenibile: diffusione di auto elettriche, organizzazione di servizi di sharing (monopattini, bici, auto e scooter elettrici a noleggio), piste ciclabili e miglioramento del trasporto pubblico urbano.

Le città dei 15 minuti 

Un sistema che, se ben strutturato e con investimenti, anche dal punto di vista urbanistico e dell’efficientamento energetico, permette di raggiungere l’obiettivo della “città dei 15 minuti“. Si tratta di una metropoli in cui il tempo necessario per spostarsi a piedi, in bici o con mezzi sostenibili da casa per andare a fare la spesa, raggiungere ufficio, scuola, luoghi culturali, d’aggregazione, per sport o tempo libero non superi i 15 minuti, appunto. 

Parliamo di un cambiamento che porta con sé una molteplicità di vantaggi: dal prezioso risparmio di tempo, al minore stress, fino alla riduzione dell’inquinamento e all’instaurazione di legami più forti nei quartieri e una maggiore sicurezza, solo per citarne alcuni.  

Alcuni esempi

Tutto questo non è solo un esercizio teorico, ma esistono già casi concreti. Per fare alcuni esempi, Melbourne e Copenaghen stanno puntando a un’urbanistica mirata alla realizzazione della città del quarto d’ora, così come Parigi, che per fare ciò ha pure nominato un’assessora ad hoc. C’è anche Singapore, poi, che è considerata la città più smart al mondo. E gli esempi potrebbero continuare.

C’è, però, chi contesta lo sviluppo di città sostenibili a causa dei costi elevati: polemica che si può presto smontare pensando ai risparmi che porterebbero negli anni, in grado di ammortizzare appieno gli investimenti iniziali. Per non parlare dell’importanza di queste metropoli per il rispetto dell’ambiente!

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Trasporto pubblico sostenibile: in aumento bus elettrici e ibridi

Finalmente l’Italia ha intrapreso con più convinzione la strada della mobilità sostenibile, anche per quanto riguarda il trasporto pubblico. A confermarlo sono i dati diffusi lo scorso 10 ottobre dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (Mims), i quali evidenziano che, in poco più di un anno (da luglio 2021 a settembre 2022), gli autobus elettrici sono aumentati del 53% e quelli ibridi del 41%.

I dati nel dettaglio

Numeri che, se osservati più nel dettaglio, mostrano una tendenza ancora più chiara: prendendo in considerazione solo l’ultimo trimestre, la crescita registrata è ancora più netta, con un aumento di 94 bus elettrici e 40 ibridi nel nostro Paese. 

Certo, la strada è ancora in salita, ma sicuramente i segnali di un cambiamento ci sono e sono ben visibili.

Gli investimenti

I numeri, nel breve periodo, potranno diventare ancora più positivi. Lo spiega chiaramente la nota diffusa dal Mims. “Questi dati – si legge – non considerano ancora gli effetti positivi sul ricambio del parco mezzi”. 

Inoltre, il Mims fa riferimento anche a una serie di fondi che verranno messi a disposizione degli enti territoriali: “Oltre 3,5 miliardi di euro nel biennio 2021-2022”.

Alcuni dati generali

I dati generali sul trasporto pubblico locale sostenibile inquadrano più chiaramente il fenomeno: sempre nel biennio 2021-2022 è previsto l’acquisto di 3.000 bus elettrici o a idrogeno nelle aree urbane e 1.500 autobus a metano per il trasporto extraurbano. Non solo, perché si parla anche di 50 nuovi treni ecologici per il trasporto passeggeri e 150 carrozze per Intercity. Al Sud Italia potenzieranno anche le infrastrutture.

Le regioni virtuose e quelle rimaste indietro

Finora quali sono le regioni più virtuose nella transizione verso un trasporto pubblico sempre più sostenibile? Lombardia e Piemonte, le quali rispettivamente hanno in circolazione 196 e 109 autobus elettrici, mentre in fondo alla classifica si collocano Molise e Basilicata, con una quota superiore al 50% di mezzi più inquinanti (Euro 2 ed Euro 3). 

Ci sono ancora molti passi da fare per rendere omogeneo tutto il Paese, ma gli investimenti nel trasporto pubblico green sono un ottimo punto di partenza e fanno ben sperare.

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La ricarica peer-to-peer per i veicoli elettrici

Tutti i conducenti di mezzi green hanno un sogno, in particolar modo quelli che accusano di più l’ansia dell’autonomia chilometrica: guidare un’auto elettrica in autostrada, senza più doversi preoccupare di trovare una colonnina di ricarica durante il tragitto. Un sogno che alcuni studiosi hanno provato a far diventare realtà: la ricarica peer-to-peer per i veicoli elettrici, in modo che gli automobilisti possano condividere l’energia delle loro auto elettriche mentre percorrono la stessa strada.

L’idea arriva da uno studio elaborato dai ricercatori dell’Università della Florida: Prabuddha Chakraborty, Robert Parker, Jonathan Cruz, Lili Du, Shuo Wang e Swarup Bhunia, insieme a Tamzidul Hoque, ricercatore dell’Università del Kansas.

Il progetto

Si tratta di un sistema basato sulla condivisione grazie al cloud, che verifica i rispettivi bisogni delle auto, facendo incontrare quelle con necessità opposte: un veicolo che ha energia in eccesso può venderla a un altro mezzo che, invece, è quasi a secco. Il tutto senza doversi fermare, ma semplicemente avvicinando tra loro i due veicoli per fare in modo che entrambi ne traggano vantaggio.

Sempre secondo il progetto, l’auto elettrica dovrà avere due differenti batterie: oltre a quella standard, un’altra a carica rapida da utilizzare per il peer-to-peer.

Tra l’altro, i ricercatori hanno previsto anche la presenza di mobile charging stations (MoCS): camion che trasportano grosse batterie per la ricarica dinamica, anche di più veicoli contemporaneamente. Potrebbero tornare molto utili soprattutto nei tratti di strada più congestionati.

È economico?

Sarebbe sostenibile economicamente un progetto di questo tipo? La risposta di chi ha sviluppato la ricerca è positiva. Non ci sarebbe bisogno di grossi investimenti, solo il software di gestione e una modifica per ospitare due diversi accumulatori.

Una strada tracciata

Una strada, quella intrapresa dai ricercatori statunitensi, che è stata già tracciata da chi ha investito nella ricarica induttiva con le spire sotto il cemento. Per questo sistema servono più investimenti, ma è sicuramente innovativo. Anche nel nostro Paese c’è un progetto di questo tipo, in fase di realizzazione. È davvero all’avanguardia e possiamo andarne orgogliosi: l”Arena del futuro”.

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