La bicicletta come sinonimo di libertà, ma anche simbolo di socializzazione, indipendenza, conoscenza ed evasione dalla routine quotidiana. Le ciclofficine si stanno diffondendo sempre più capillarmente e, oltre ad essere un luogo di incontro per appassionati, sono importanti per diffondere la conoscenza ciclo meccanica e far appassionare alla bicicletta sempre più persone.

Se poi vengono aperte in luoghi difficili come le carceri, ecco che il loro valore diventa ancora più profondo e prezioso.

La ciclofficina in carcere

È proprio quello che è successo nella Casa Circondariale di Bergamo, dove l’associazione Fiab Bergamo-Pedalopolis ha avviato un progetto di questo tipo per rendere la bicicletta un mezzo di riscatto e reinserimento sociale. I detenuti, infatti, hanno la possibilità di lavorare (regolarmente retribuiti) in piccoli gruppi, insieme a volontari dell’associazione e con alcuni professionisti della Cooperativa sociale Lottovolante, in attività di manutenzione e di meccanica per il recupero di bici che “verranno poi messe sul mercato dell’usato – si legge sul quotidiano locale L’Eco di Bergamo -, con la garanzia che non provengono da un mercato di bici rubate, per poter raccogliere fondi finalizzati ad autosostenere il progetto”. *

In questo modo, i detenuti hanno un’occasione di riscatto sociale perché impareranno un mestiere che potrà essere loro utile nel futuro fuori dalle sbarre ed è anche un modo per occupare le loro giornate, socializzando e facendo qualcosa di fruttuoso per sé stessi e per gli altri.

Le ciclofficine per la rigenerazione urbana

Ciclofficine che possono diventare anche luoghi per il recupero di immobili inutilizzati: ne è un esempio quella realizzata dal Comune di Bergamo in una delle stazioni della vecchia tranvia.

La definizione

Ma cosa è nello specifico una ciclofficina? Si tratta di luoghi, definiti spesso popolari, dotati di attrezzi specifici per l’auto riparazione delle biciclette con il supporto di volontari che (gratuitamente o a offerta libera) danno assistenza ai ciclisti; ma in realtà sono molto di più perché divengono anche ambienti di socializzazione, dove è possibile condividere esperienze, consigli e la cultura della sostenibilità. 

Ecco allora che la loro diffusione diventa preziosa per far avvicinare al mondo della mobilità sostenibile sempre più persone e creare occasioni di incontro per gli appassionati, ma anche un sogno di libertà a chi in passato ha sbagliato e si trova rinchiuso in carcere, dando a queste persone la speranza di un futuro migliore, magari proprio in sella ad una bicicletta.

*Qui trovare tutte le informazioni specifiche sul progetto.

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