“Vivete la città in modo attivo, cercando di avere uno sguardo attento sulle categorie fragili. L’utilizzo della bicicletta sposa a pieno questa filosofia e consente di prendersi cura, con un piccolo sforzo, del mondo in cui viviamo e delle persone che lo abitano”. È il messaggio che lanciano i fondatori di Ciclochard, associazione milanese che ha “l’obiettivo di offrire un percorso di responsabilizzazione e di ritorno all’autonomia a persone senza fissa dimora”. Un progetto che  “trova la sua concretizzazione nel lavoro all’interno di una ciclofficina, cogestita da volontari e assistiti”, si legge sul loro sito web.

Noi abbiamo intervistato una delle fondatrici, la ventottenne Ginevra Bezza, per scoprirne di più!

1. Quando nasce la vostra associazione e quale è stata l’idea che vi ha portato a fondarla?

Ciclochard è stata fondata nel 2017 da un gruppo di ragazzi giovanissimi, tra i 18 e i 19 anni. L’idea nasce dall’impegno che già sperimentavamo in quegli anni che frequentavamo l’oratorio di S. Maria del Rosario a Milano, nel quartiere Solari, e andavamo a portare cibo, bevande e vestiari ai senzatetto nella zona del Duomo, con l’intenzione di stringere legami e farli sentire il più possibile “Esseri Umani”.

Ci eravamo accorti che c’erano tante associazioni che portavano loro cibo e vestiario ma nessuna realtà che li accompagnasse per uscire dalla strada in maniera concreta. Così abbiamo deciso di fondare Ciclochard e, fortunatamente, abbiamo avuto il sostegno di tutto il quartiere.

2. Nello specifico, la vostra associazione di cosa si occupa?

Tutti noi eravamo accomunati dalla passione per la bicicletta, così abbiamo deciso di creare una ciclofficina dove insegnare ciclomeccanica ai senzatetto e seguirli per insegnare loro il lavoro. Noi facciamo tutto a titolo volontario e abbiamo deciso di retribuire i nostri collaboratori che imparano il mestiere.

3. Dove è la vostra sede?

Nel 2018 abbiamo vinto il bando per la rigenerazione urbana dell’ex casello ferroviario di San Cristoforo di Milano (via Pesto, 1) e siamo riusciti ad entrare in questo spazio nel settembre 2023: abbiamo iniziato la bonifica e i lavori per la ciclofficina che deve ancora essere completata, ma siamo già operativi.

4. In questo momento avete collaboratori?

Sì, ne abbiamo uno che ha 69 anni, è originario dell’Ungheria ed è un grande lavoratore. Nel suo Paese da giovane faceva il meccanico, quindi ha già competenze nell’ambito della ciclomeccanica. In generale, comunque la nostra idea è quella di formare i nostri collaboratori con una formazione tecnica per poi iniziare a retribuirli.

5. Quali sono le principali attività?

Riparazione di biciclette ma anche la realizzazione vera e propria partendo da bici vecchie, riciclando e riutilizzando i pezzi ancora buoni. Nella nostra idea ci piacerebbe anche ampliare le attività da proporre ai collaboratori anche in altri ambiti, come il giardinaggio, ma per ora è solo un nostro pensiero per il futuro.

6. Quanto è importante per voi l’utilizzo della bicicletta nella vita di tutti i giorni?

Il nostro gruppo si muove principalmente in bici, è il nostro mezzo di trasporto principale e riteniamo che sia il più semplice, comodo e giusto da utilizzare in città. Molti di noi lo usano anche per viaggiare ed è molto importante perché abbiamo tutti una spiccata sensibilità per quanto riguarda la tutela dell’ambiente.

7. Volete lanciare un appello ai lettori?

Se vi piacciono le biciclette e, in generale, avete voglia di mettervi in gioco sotto tanti punti di vista a noi servono volontari perché più siamo meglio è!

Share.

Le informazioni sono raccolte attraverso siti di parti terze. Guida Sostenibile non si assume la responsabilità della loro veridicità. Consigliamo un confronto con le case produttrici prima di effettuare un acquisto.
Per informazioni scriveteci a info@guidasostenibile.it per contattare la redazioni scrivete a redazione@guidasostenibile.it

Project by