“Noi siamo quello che mangiamo”. Partendo da questa massima del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach è sicuramente una bella notizia quella che emerge dall’edizione 2025 del Rapporto AGRIcoltura 2025 che traccia un quadro di buona salute del settore agricolo con “un aumento significativo della percentuale di imprese che raggiungono un livello di sostenibilità generale alto o medio-alto – si può leggere nel documento ufficiale -, salita dal 49,3% della prima edizione del 2020 al 56,9% di oggi”.
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Il rapporto AGRIcoltura
Questo prezioso rapporto è stilato da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura ed è elaborato da Mbs Consulting sulla base di un’indagine che nel 2025 ha visto il coinvolgimento di oltre 3500 aziende, raddoppiate rispetto alla prima edizione del 2020 quando erano 1850.
Alcuni dati
- Sostenibilità e innovazione
Dal rapporto emergono molti dati e, tra i più interessanti, ci sono anche quelli che intrecciano sostenibilità e innovazione: infatti, se il 39% delle imprese agricole raggiunge un livello medio o medio-alto sull’indice dell’innovazione, questa quota sale all’82,9% nel segmento delle imprese ad alta sostenibilità.
“La sostenibilità è una questione di innovazione”, sottolineano nel documento.
- La sostenibilità ambientale
Analizzando più nello specifico la sostenibilità ambientale, invece, si riscontra che le imprese ad alta sostenibilità ambientale hanno registrato un aumento dal 49% del 2020 al 58,2 del 2025 e il rapporto precisa anche che “l’agricoltura italiana ha un ruolo fondamentale nella sostenibilità ambientale poiché contribuisce alla conservazione del suolo, al risparmio delle risorse, alla transizione verso le energie rinnovabili, alla riduzione delle emissioni”.
- La sostenibilità sociale
Un aumento significativo si registra anche nell’area della sostenibilità sociale che vede le imprese con un livello alto o medio-alto passare dal 39,7% al 46,6% e si tratta di un ambito per niente dal sottovalutare, visto che in questo rapporto specifico “raggruppa 52 variabili in sei ambiti di iniziative per il benessere dei lavoratori, delle loro famiglie, della comunità: salute e assistenza, previdenza e protezione, sicurezza nel lavoro, valorizzazione del capitale umano, diritti e conciliazione vita-lavoro, integrazione sociale e inclusione lavorativa”.
- Numeri positivi
Insomma, il rapporto è farcito di dati e numeri (qui potete trovare il rapporto completo) molto interessanti e ottimistici, anche perché “un’agricoltura sostenibile non produce solo valore economico e ambientale, ma incide anche sulla vita delle persone, attraverso la sicurezza delle sue produzioni e la qualità degli alimenti che consumiamo ogni giorno”, come scrive il direttore generale di Reale Mutua Luca Filippone.
Quindi, è sicuramente una buona notizia per tutti noi il fatto che “la sostenibilità da obiettivo è diventato requisito essenziale per le imprese agricole”, come precisa Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.
