La mobilità aerea elettrica potrà decollare con performance simili a quella tradizionale? Se fino a poco tempo fa poteva sembrare fantascientifico, ora ci sono ricerche che fanno pensare che potrà realmente avvenire. Tra queste, quella della Nasa*, che sta sviluppando un’innovativa batteria allo stato solido. Questa potrebbe essere utilizzata su varie tipologie di veicoli, compresi i velivoli.

Gli elementi distintivi

Maggiore resistenza alle elevate temperature, superiore capacità di immagazzinare energia, ma anche maggiore velocità di rilascio e peso minore: sarebbero questi gli elementi distintivi dei particolari accumulatori che sta mettendo a punto la Nasa. 

Tre importanti peculiarità che farebbero superare proprio i principali problemi, che stanno limitando la diffusione di aerei green. Un’attenzione particolare va rivolta al peso: attualmente, per mantenere l’autonomia degli aerei passeggeri tradizionali (in media tra i 10 mila e i 15 mila km), servirebbero batterie agli ioni di litio di un peso 30 volte superiore all’attuale carburante utilizzato. 

Le caratteristiche delle batterie

Per fare tutto ciò, queste nuove batterie hanno particolari caratteristiche: utilizzano materiali innovativi (come zolfo e selenio) e le celle sono impilate verticalmente in un unico involucro (permettendo di risparmiare tra il 30 e il 40% del peso). Inoltre, possono arrivare a una capacità di 500 wattora per chilogrammo (più o meno il doppio di quelle agli ioni di litio), funzionando anche a temperature quasi doppie rispetto ai tradizionali accumulatori.

Un futuro per gli aerei elettrici?

Per ora siamo ancora agli albori, ma è anche vero che, sicuramente questa ricerca della Nasa alimenta la speranza. In un futuro non troppo lontano, i grandi aerei elettrici potranno spiccare il volo con performance simili a quelli tradizionali. 

Sarà possibile con il vantaggio di ridurre drasticamente l’inquinamento, allontanando anche i pregiudizi dei detrattori sulla pericolosità delle batterie. Quelle allo stato solido risultano più sicure, poiché, non contenendo liquidi hanno meno possibilità di surriscaldarsi e maggiore autonomia.

*Nello specifico, da un gruppo di ricercatori che fa parte di un dipartimento della Nasa chiamato Solid-state Architecture Batteries for Enhanced Rechargeability and Safety (SABRES).

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