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22 settembre: Giornata Mondiale senza Auto

Giornata senza auto 2020

Come sarebbero le nostre città senza la presenza delle auto? Abbiamo avuto una parziale risposta a questo quesito dopo la quarantena, in particolare dal 4 maggio, cioè dal primo giorno in cui abbiamo potuto ricominciare ad uscire ma solamente per svolgere attività fisica, apprezzando cose a cui molto probabilmente prima molti di noi non facevano caso: la mancanza del rumore dovuto al traffico, il minore inquinamento, i suoni e gli odori della natura, il piacere e la libertà del movimento a piedi o in bici. Un’altra occasione per tornare a godere di questi momenti è il 22 settembre di ogni anno, quando viene celebrata la Giornata Mondiale senza Auto, istituita proprio con l’obiettivo di ridurre il numero di automobili nelle strade e quindi il traffico e l’inquinamento.

Il programma globale della World Carfree Network

Una giornata che nel 2000 è diventata un programma globale promosso dalla World Carfree Network (WCN), che ha pensato a questo evento non come ad una giornata isolata ed eccezionale, ma come ad un progetto più ampio per una società non più dominata dalle automobili, dove i bambini possano essere incoraggiati a giocare in sicurezza su strade senza traffico veicolare. “Questo giorno  – scrive il World Carfree Network (WCN)-  dovrebbe essere una vetrina per come le nostre città potrebbero apparire senza auto 365 giorni all’anno. L’iniziativa potrebbe fare pressione su urbanisti e politici affinché privilegino il ciclismo, la camminata e il trasporto pubblico, anziché l’automobile”.

Breve storia

Ma quando è nato questo evento mondiale? Inizialmente ha preso piede solamente in Europa: le prime iniziative, infatti, furono limitate alle città di Reykjavik (Islanda) e di Bath (Regno Unito). Poi nel 1997 ci fu una prima campagna nazionale in Inghilterra, diventando un vero e proprio evento mondiale nel 2000. Ora questa giornata viene celebrata in circa 1.500 città di 40 paesi diversi. Il WCN offre linee guida su come organizzare l’evento ma non ha un elenco completo di tutte le città che partecipano (lo scorso anno Milano aveva aderito, salvo poi cancellarla perché cadeva nel pieno della settimana della moda).

Una giornata per riscoprire i mezzi green

Proprio per incentivare i cittadini a usufruire sempre più facilmente dei mezzi green stanno avendo sempre più successo i servizi di bici e anche monopattini in sharing. Questa giornata quindi rappresenta un’occasione per lasciare l’auto a casa e spostarci a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici e, magari, continuare a farlo più spesso, comprendendo che una mobilità differente è possibile.

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L’autobus elettrico Iveco E-Way tra i protagonisti dell’Arena del Futuro

L’autobus elettrico Iveco E-Way è uno dei protagonisti dell’Arena del Futuro: progetto pioneristico, unico al mondo, con l’obiettivo di testare sul campo la ricarica elettrica a induzione dinamica, vede la collaborazione di differenti e prestigiose realtà.

Ma in che modo l’autobus Iveco è protagonista? Continuate a leggere l’articolo per scoprirlo!

I veicoli in campo

Questo autobus green di 12 metri, dal dicembre scorso, è stato utilizzato per la sperimentazione della tecnologia sul campo, insieme a una nuova Fiat 500.

Di recente è stato annunciato anche il coinvolgimento di Maserati nel progetto, con una Maserati Grecale Folgore elettrica, che verrà equipaggiata per ulteriori test nell’Arena del Futuro.

Il progetto

Ma cosa prevede questo progetto? La realizzazione avverrà in un’area privata all’interno dell’autostrada A35 Brebemidi. Il manto stradale, grazie alla presenza di spire metalliche sotto l’asfalto, è in grado di ricaricare le batterie delle auto elettriche in modalità wireless.

La pavimentazione stradale utilizzata è più duratura nel tempo, consentendo anche una più facile e rapida manutenzione.

L’equipaggiamento dei mezzi green

L’autobus elettrico Iveco E-Way, le auto elettriche Fiat 500 e Maserati Grecale Folgore, hanno in comune la partecipazione in prima persona al progetto e, per questo, sono equipaggiate con la medesima tecnologia.

Quale? La “Dynamic Wireless Power Transfer” (DWPT)**”, che permette loro di essere compatibili per essere ricaricati a induzione all’interno dell’innovativa “Arena del Futuro”.

I risultati

Questa sperimentazione, avviata negli scorsi mesi con la Fiat 500 e l’Iveco E-Way, è giunta a conclusione recentemente, mostrando come “la tecnologia Dynamic Wireless Power Transfer (DWPT) sia in grado di ricaricare i veicoli elettrici (EV) mentre percorrono corsie stradali dedicate opportunamente attrezzate”, fa sapere Stellantis, una delle realtà coinvolte nel progetto.

Chi sono queste realtà? Al progetto collaborano molteplici soggetti: Autostrada A35 Brebemi‐Aleatica, Abb, Electreon, Fiamm Energy Technology, Iveco, Iveco Bus, Mapei, Pizzarotti, Politecnico di Milano, Prysmian, Stellantis, Tim, Università Roma Tre, Università di Parma, Vigili del Fuoco e Polizia Stradale.

I vantaggi

Un progetto unico al mondo anche per il coinvolgimento di così tanti soggetti eterogenei.

Ma quali vantaggi porta con sé? Lo dice in maniera efficace Anne-Lise Richard, Head of Global e-Mobility Business Unit di Stellantis: “Questi progetti congiunti sono passi in avanti, entusiasmanti nel percorso verso l’allungamento della vita utile della batteria, una minore ansia da autonomia, una maggiore efficienza energetica, una riduzione delle dimensioni delle batterie, prestazioni eccezionali e una riduzione di peso e costi”.

**Si tratta di un sistema adattabile a tutti i veicoli che hanno un “ricevente” per trasferire l’energia dall’infrastruttura stradale alla batteria.

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Ziggy, il robot che raggiunge e ricarica le auto nei parcheggi

“La ricarica che viene da te”. È lo slogan conciso ed efficace che presenta Ziggy, il robot che raggiunge e ricarica le auto nei parcheggi. L’innovativo sistema di ricarica è stato realizzato dall’azienda EV Safe Charge, promettendo di risolvere un problema che assilla i possessori di un’auto elettrica: la scarsità di colonnine di ricarica.

“È una soluzione di ricarica per veicoli elettrici, flessibile ed economica”, così si legge sul sito web ufficiale dell’azienda. Vediamo insieme come funziona nel dettaglio questa innovazione.

La descrizione e il funzionamento

Ziggy è una piattaforma di ricarica mobile, molto utile nei grandi parcheggi dei centri commerciali e degli hotel come supporto alle infrastrutture fisse. Dopo aver prenotato la ricarica attraverso un’applicazione, il robot si sposterà in uno dei posteggi, occupandolo fino all’arrivo dell’automobilista.

La piattaforma di ricarica si sposterà autonomamente, permettendo all’automobilista di parcheggiare, posizionandosi vicino alla presa di ricarica del veicolo; voi dovrete solamente collegare il cavo. Successivamente, tornerà alla sua posizione iniziale, per ricaricare le proprie batterie ed essere pronto per altri veicoli green.

L’innovativo robot, dotato di quattro ruote, trasmissione elettrica, fanali, telecamere e sistemi di sicurezza, presenta anche due grandi schermi: possono essere utilizzati come totem informativi o per annunci pubblicitari.

La disponibilità sul mercato

Ma quando sarà in commercio? Dovrebbe entrare in produzione nel 2023 e, come anticipato, si potrà gestire attraverso app scaricabile sul proprio smartphone. Il curioso robot consentirà una ricarica a corrente alternata (potenza tra i 3 e i 19 kW). EV Safe Charge si sta già dando da fare per riuscire a proporre anche una ricarica più rapida e potente (pari o superiore a 50 kW).

Un rimedio per la carenza di colonnine

“Ziggy è una soluzione flessibile e semplice […] – ha evidenziato Caradoc Ehrenhalt, fondatore e amministratore delegato di EV Safe Charge – per soddisfare le crescenti esigenze di ricarica, […] senza costosi e dispendiosi investimenti in infrastrutture e installazioni”.

È utile anche per rimediare alla carenza di colonnine di ricarica fisse, riducendo o eliminando i costi legati all’installazione. Sul sito web dell’azienda si legge che, entro il 2040, potrebbero essere necessari 500 milioni di caricabatterie a livello globale, rispetto ai meno di sei milioni attuali. Si tratta di quasi 1,6 trilioni di dollari dedicati all’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici.

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Smart city: ecco alcuni modelli di città innovative e sostenibili

Smart city: ecco alcuni modelli di città innovative e sostenibili

Quante ore passate imbottigliati nel traffico? Soprattutto nelle grandi metropoli, la risposta è scontata perché praticamente dappertutto si sprecano troppe ore di tempo prezioso fermi in coda. Non preoccupatevi perché, finalmente, sono molte le città dove si stanno investendo importanti risorse per risolvere (anche) questi problemi. La soluzione prende il nome di smart city, area urbana dove l’innovazione e la tecnologia si intrecciano con la sostenibilità. 

In pratica, queste città assumeranno una nuova veste e lo stress, l’ansia e i fastidiosi suoni di clacson ininterrotti diventeranno solo lontani ricordi. Ecco una panoramica con alcuni modelli di smart cities. 

Alcuni dati sul traffico

Per inquadrare il fenomeno partiamo dai dati. Secondo il TomTom Traffic Index, nel 2021 gli automobilisti hanno perso in coda 142 ore a Istanbul, 82 ore a Palermo e Parigi, 75 ore a Roma, 69 ore a Berlino, 64 ore a Milano

Si tratta solo di alcuni esempi che, però, fanno ben comprendere come sia importante rivoluzionare la mobilità urbana. Per permettere agli automobilisti di dedicare questo tempo ad attività migliori, ma anche (e soprattutto) per cercare di limitare il problema dell’inquinamento, che aumenta drasticamente quando il traffico è maggiore. 

Le limitazioni del traffico a Parigi

Da questo punto di vista, si è mossa concretamente Parigi che dal 2018 ha vietato il transito delle automobili tra Place de la Concorde e il Municipio di Parigi. Un tratto di strada che prima era percorso da ben 40 mila auto al giorno. 

Inoltre, ogni prima domenica del mese è imposto il divieto di circolazione in varie zone della città. Limitazioni che non vogliono creare disagi, ma cambiare paradigma: l’idea, infatti, è quella di ampliare le piste ciclabili e introdurre un ampio servizio di bus elettrici.

Alcuni modelli di smart cities

Ma non ci sono solo divieti: a Singapore, per esempio, si sta puntando sulla tecnologia con app per la mobilità multimodale, veicoli elettrici, monopattini, oltra a bus e taxi con guida autonoma. 

E poi ci sono la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, dove i dati del traffico si intrecciano con la sostenibilità, ad esempio tramite l’utilizzo di semafori intelligenti. Vengono usati nel quartiere “Quayside Toronto” (Canada)promosso da Google oppure a Wolfsburg (Germania). Volkswagen vuole sperimentare guida autonoma, semafori intelligenti e sviluppare entro il 2025 la rete di colonnine di ricarica in modo massiccio per servire tutti veicoli elettrici.

Un progetto futuristico in Arabia Saudita

Qualcuno ha deciso anche di partire da zero, con progetti ambiziosi: è il caso del principe saudita Mohammad bin Salman. Nel 2017 ha proposto Neom, un modello di città del futuro che punta non solo ad innovazioni e tecnologia per fare in modo che tutti i luoghi possano diventare raggiungibili in 15 minuti con mezzi sostenibili, ma anche alla riforestazione delle aree desertiche della provincia di Tabuk (Arabia Saudita). 

Quindi, finirà la frustrazione per gli automobilisti? La strada verso le “città intelligenti” è tracciata: ora non resta che attendere gli sviluppi. 

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